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Architettura dell’informazione pervasiva

Dalle due dimensioni alla terza e anche alla quarta. Dalla Flatlandia alla Spacelandia e oltre. Progettare non più per un singolo silo informativo ma per l’intero ecosistema: questo il senso del workshop che Andrea Resmini e io terremo a Denver il 30 marzo prossimo, all’Information Architecture Summit.

Finora abbiamo perlopiù progettato architetture informative ed esperienze per singoli media o canali: per il web, per il mobile o per spazi fisici. O, tutt’al più, multi-canale: lo stesso contenuto o servizio da veicolare su più piattaforme — ma senza grandi differenze se non per l’interfaccia.

Ma questa distinzione esiste solo dal punto di vista dell’azienda o del progettista, non da quella dell’utente: qualunque sia il canale o il compito, l’utente interagisce sempre e comunque con l’azienda.

the customer is interacting with (the) brand (…) they don’t care about the channel. I’m the same customer in each interaction; the whole of the experience should be greater than the sum of its parts
(McMullin & Starmer 2010).

Inoltre, l’intreccio sempre più fitto fra media e canali, e tra fisico e digitale, rende sempre più obsoleta questa distinzione.

È tempo quindi di ripensare anche la progettazione in un’ottica globale, pervasiva:

  • dalla multi-canalità alla cross-canalità
  • dal prodotto al servizio e all’esperienza
  • da silos giustapposti all’ecosistema.

Per saperne di più…