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Architetture millefoglie 2

Elsevier, Springer, Encyclopedia of Life: tre casi rivelano come potenziare il valore di un contenuto adottando architetture non-lineari. Un’organizzazione a strati o livelli permette infatti di esaltare tutte le componenti di un item complesso, migliorando l’esperienza utente.


In breve

A ciascuno il suo! Il suo contenuto, o meglio: il suo strato. Quello più rispondente ai propri gusti e alle proprie necessità. È questa la logica del contenuto ideale, non solo sul web ma anche sulla carta. Scomporre i contenuti complessi in più strati, oppure comporre elementi collegati in un millefoglie.

Ne avevo già parlato nell’articolo di febbraio: Architetture millefoglie, ovvero: tab che passione. Alcuni progetti recenti non solo confermano la validità di questa strategia, ma suggeriscono anche come questa stia diventando una tendenza, di molti editori ad esempio.

Elsevier e Cell Press

Il progetto Article of the Future lanciato da Elsevier e Cell Press va proprio in questa direzione:

Article of the Future is an ongoing collaboration with the scientific community to redefine how the scientific article is presented online. The project’s goal is [...] allowing readers individualized entry points and routes through the content [...]

This organizational structure is a significant departure from the linear-based organization of a traditional print-based article in incorporating the core text and supplemental material within a single unified structure.

I punti chiave del progetto:

  • layers of content based on [readers different] level of expertise and interest [...]
  • A graphical abstract allows readers to quickly gain an understanding of the main take-home message of the paper [...]
  • Research highlights provide a bulleted list of the key results of the article [...]
  • A figure that contains clickable areas so that it can be used as a navigation mechanism to directly access specific sub-sections of the results and figures.
  • Integrated audio and video let authors present the context of their article via an interview or video presentation [...]
  • A new approach to displaying figures allows the reader to identify quickly which figures they are interested in and then drill down through related supplemental figures [...]
  • Real-time reference analyses provide a rich environment to explore the content of the article via the list of citations.

Encyclopedia of Life

Anche le voci della Encyclopedia of Life sono un esempio molto elegante di architettura del contenuto, stratificazione e lottizzazione: tab, indici, personalizzazione del contenuto, correlazioni.

Springer Images

Il progetto Springer Images è un modo per rendere accessibili i contenuti di libri o articoli in forma alternativa: attraverso le loro immagini. Per ciascuna figura abbiamo:

Finale letterario

Ho la mente coltivata
come una piantagione.
A seconda del seme
il suolo si colora
e come nella lingua
ogni zona ha un sapore.
- Valerio Magrelli


16 set 2009


Commenti

Architetture millefoglie 2 | 24 Blog News

[...] Architetture millefoglie 2 [...]

17 set 2009


Luigi Spagnolo

Conosci l’IDM (Interactive Dialogue Model), sviluppato dal Politecnico di Milano? Uno dei concetti principali è la “frammentazione” dei contenuti complessi (topics) in unità chiamate dialogue acts. La frammentazione di solito avviene per tipo di contenuto/media o tipo di utente, oppure spesso per livello di dettaglio.

Questo ad esempio è una pagina di contenuto per un sito che ho progettato sviluppato per la tesi (un repository di progetti didattici sviluppati dalle scuole in collaborazione con il Politecnico): http://www.scuolab.it/progetti/id/1047-essere-cittadini-attivi-e-solidali-in-un-mondo-che-cambia-dalleducazione-civica-allazione-civica/1047-abstract.htm

Una cosa carina sarebbe rendere i layer combinabili tra loro per customizzare ulteriormente il contenuto offerto all’utente, un po’ come se fossero dei “lucidi” sovrapponibili. Ed è più o meno quello che succede nel filtering con faceted search.

17 set 2009


Luca Rosati

Ciao Luigi,
non conoscevo l’IDM, mi sembra molto interessante: l’idea soggiacente è proprio in linea con i casi citati nel post.

Esiste una pagina ufficiale del progetto?

18 set 2009


Luigi Spagnolo

Una pagina ufficiale del progetto non c’è, ma può trovare del materiale qui:

http://www.tec-lab.ch/resources-type?id=D84FB499EB75833D.

Ci sono poi una serie di pubblicazioni, tra cui un libro:
Paolini, P., Mainetti, L., Bolchini, D.,
Progettare Siti Web e Applicazioni Mobili,
McGraw-Hill Italia, Milano, 2006

Attualmente stiamo lavorando a una evoluzione di IDM che integri nel modello i concetti relativi alla search (in particolare alla faceted search).

18 set 2009


Luigi Spagnolo

Qui altro materiale (sulla pagina ufficiale del libro):
http://www.ateneonline.it/paolini/home.asp

18 set 2009


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