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Bridging media: verso un’architettura dell’informazione ecologica e ubiqua

Cosa lega architettura dell’informazione e user experience in uno scenario complesso come quello attuale? E che impatto hanno su entrambe i fenomeni dell’ubiquitous computing e della cross-medialità?



Questi i temi dell’intervento che ho tenuto con Andrea Resmini al Quinto summit europeo di architettura dell’informazione (tenutosi a Copenhagen il 25 e 26 settembre scorsi): Bridging Media: Information Architecture for Ubiquitous Ecologies.

Si è dibattuto spesso sul rapporto fra architettura dell’informazione e user experience:

Facciamo un esempio: l’acquisto di un bene o servizio comincia molto prima e finisce molto dopo l’atto d’acquisto propriamente detto.

È evidente allora che l’esperienza utente è definita da tutte queste azioni nel loro insieme. È cioè un processo. Il prodotto o servizio al centro di questo processo è quindi l’anello di una catena più ampia e complessa: la sua user experience non è legata perciò soltanto al bene medesimo, né si esaurisce con l’atto d’acquisto.

Se quindi le nostre esperienze sono oggi sempre più ecologiche (cioè complesse, sistemiche) e cross-mediali, come tali andrebbero progettate e realizzate. In realtà, a questo intreccio nella prassi non ne corrisponde uno sul piano del design: le tessere del mosaico non sempre si ricompongono e sono spesso concepite in modo isolato fra loro.

L’architettura dell’informazione può ricucire questo strappo proprio perché cross-mediale per sua stessa natura, perché poggia cioè su principi indipendenti dal mezzo e dal contesto a cui si applicano. Inoltre, la natura sempre più pervasiva e ubiqua dell’informazione rende oggi l’architettura dell’informazione un fattore chiave in qualunque forma di design.

30 settembre 2009

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