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Correlazione come costruzione di senso. Relazioni, ecosistemi, piattaforme

‘In un mondo dove tutto è disponibile e potenzialmente integrabile, siamo definiti molto più dalla cura con cui scegliamo di mettere in relazione le cose, piuttosto che dalle cose che produciamo. Oggi siamo ciò che connettiamo’.

In una situazione di sovrabbondanza informativa, rendere un’informazione trovabile non basta; occorre anche renderla comprensibile, fruibile. Il ruolo dell’architettura dell’informazione (e del design più in generale) è oggi soprattutto questo: costruire relazioni per generare senso, contesto, conoscenza.

Una delle strategie fondamentali per farlo è proprio quello di collocare un item all’interno di un ecosistema più ampio (che altro non è che una rete di relazioni). In uno scenario dove contano sempre meno gli oggetti e sempre più le relazioni, il design deve ripensarsi: dalla creazione di “prodotti” alla progettazione di sistemi di relazioni.

Nell’ambito specifico dei media questo significa spostare l’attenzione dalla produzione alla cura dei contenuti. Il consumo in formato snack di contenuti soddisfa un bisogno informativo immediato (lo spuntino); per esigenze di approfondimento più complesse (il pasto completo) abbiamo bisogno di collegamenti che mettano in relazione l’item con l’insieme, perché solo così possiamo ricostruire il mosaico completo. Correlate, gente, correlate!

A questo tema Nòva (l’inserto tecnologico del Sole 24 ore) ha dedicato il numero di domenica 30 ottobre. Riporto di seguito i link ai vari articoli.

  1. Le tecnologie dietro la notizia. Generando relazioni tra i contenuti, l’ecosistema digitale dell’informazione offre nuove esperienze. E costruisce valore.
  2. Siamo quello che connettiamo. In un mondo dove tutto è disponibile, giornalismo non è produrre notizie, ma metterle in relazione.
  3. Riscrivere l’informazione. Servitization, economia delle piattaforme e internet of things riscrivono le regole dei media.
  4. Spazi d’espressione condivisi. Digitale e fisico convergono: oggi siamo tutti attori, creatori di senso, correlatori di informazioni.