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Giustizia.it: online il nuovo sito frutto di design partecipativo

È online il nuovo sito del Ministero della Giustizia, Giustizia.it: per la progettazione il gruppo di lavoro ha impiegato il design partecipativo.

“Progetta anche tu il nuovo sito Giustizia.it”: con questo slogan il Ministero della Giustizia aveva lanciato il progetto di redesign del proprio sito. Il pubblico è stato infatti coinvolto direttamente nella progettazione attraverso una serie di test mirati (free listing, valutazione d’importanza, card sorting). Con diversi obiettivi:

  • ricevere suggerimenti per nuovi contenuti o servizi
  • comprendere i modelli mentali più comuni (organizzazione dei contenuti ed etichette)
  • avere riscontri sulle ipotesi di riorganizzazione elaborate a tavolino dai progettisti.

Metodo

Tutta la ri-progettazione ha seguito il flusso tipico del design centrato sulla persona:

  1. elaborazione di ipotesi a tavolino (sulla base di varie istanze, fra cui i primi input provenienti dagli utenti)
  2. test con utenti delle ipotesi costruite a tavolino
  3. correzione o integrazione delle ipotesi iniziali sulla scorta dei risultati.

Architetti dell’informazione

La progettazione e lo sviluppo del sito, in collaborazione con il Ministero, sono stati gestiti da Elsag Datamat, mentre gli aspetti architetturali e di hosting da Telecom Italia.

In particolare, alla jam session di architettura dell’informazione hanno partecipato:

  • Silvana Bastianello, Maria Luisa Ciminelli, Lucia Costantini, Lucia Torretta (Ministero della Giustizia)
  • Maria Silvia Libé, responsabile progettazione, Carla Agostini, Silvia Fossa, Davide Potente (Elsag Datamat)
  • Stefano Bussolon (test con utenti per l’architettura dell’informazione)
  • Claudio Gnoli (classificazione e metadati)
  • Luisa Carrada (tag-line e labeling)
  • chi scrive (raccordo fra architettura a tavolino e architettura mediante test).

Content management system

jAPS 2.0 (piattaforma open source) è il sistema di content management utilizzato, scelto per rispettare i vincoli tecnici e soddisfare le esigenze di accessibilità e usabilità.

Per saperne di più

  • Il nuovo sito Giustizia.it
  • case history nella rivista EDLink 33 (October 2009)