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Esperienze come storie

Fra user experience e storytelling, esperienza e narrazione, c’è un legame intimo: ‘The storytelling animal’, un libro di Jonathan Gottschall che si muove fra biologia, neuroscienze e letteratura, esplora le radici di questo legame.

L’uomo è l’unico animale che non può vivere senza racconti, cioè senza produrre e consumare continuamente affabulazioni, invenzioni, fantasie. Elabora racconti perfino quando dorme […] Sin da bambino si appassiona al gioco del “come se”, si immedesima in personaggi di sua invenzione, […] è spontaneamente multiplo. E da adulto, anche a occhi aperti, elabora un visione della realtà in cui la componente immaginativa ha una parte essenziale.

[Questa] dipendenza non è un lusso, un simpatico optional per i momenti di relax. […] È stata proprio l’evoluzione a crearla, ad affinarla, a renderla indispensabile, quasi una componente dell’equipaggiamento genetico.

Così scrive Ernesto Ferrero nella recensione al libro The storytelling animal, di Jonathan Gottschall; (il libro uscirà ad aprile anche in italiano col titolo L’istinto di narrare; la recensione è apparsa nella Domenica de Il Sole 24 ore di oggi).

Le storie sono uno dei tratti più essenziali delle esperienze. Fra user experience e storytelling c’è un legame profondo e inscindibile. E così pure fra user experience design e narrazione.

Ecco perché strumenti come personaggi e scenari, user journey map, ma anche mappe, post-it e pennarelli sono così importanti: perché ci permettono di portare alla luce e rendere tangibili queste storie. La stessa parola journey rimanda in fondo al viaggio, così come l’etimologia di esperienza contiene l’idea del movimento; non c’è infatti narrazione senza movimento.