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HMI (human-machine interface) per l’industria 4.0

Il ruolo del designer è oggi quello di progettare non più un oggetto discreto, ma un sistema resiliente fatto di elementi modulari e regole per comporli. La cosiddetta industria 4.0 impone anche nel settore manifatturiero questo cambio di paradigma.

In breve

Progettare interfacce per l’industria 4.0 significa andare oltre l’interfaccia stessa. La HMI (human-machine interface) della singola macchina è la tessera di un mosaico più ampio: è necessario quindi abbracciare una logica sistemica e progettare l’esperienza di lavoro complessiva che ruota attorno alla macchina. Occorre in altre parole confrontarsi con un sistema complesso e distribuito che consiste di molteplici attori (l’operatore, il tecnico, il responsabile di produzione ecc.); molteplici dispositivi (pannello per l’uso a bordo macchina, tablet per il controllo da remoto, big screen per la control room); altre macchine con cui quella in oggetto deve interagire.

Anche il ruolo del designer muta di conseguenza: non più la progettazione di un oggetto finito, ma la progettazione di un sistema di componenti e di un set di regole per comporli. A tutti gli effetti architetture dell’informazione pervasive ed esperienze omnicanali.

Il numero di Nòva di domenica 11 settembre era dedicato a questi temi. Di seguito, riporto una sintesi e i link ai vari articoli. Ad introdurre lo speciale, il mio articolo Il valore produttivo dell’interfaccia.

Vent’anni di ritardo da colmare

Un divario di vent’anni separa le interfacce per l’automazione industriale da quelle del mercato consumer. Basta cercare in internet immagini con i termini HMI o human-machine interface per rendersi conto del livello di questi sistemi. Ne deriva una sorta di paradosso della produttività: interfacce più evolute e performanti sono diffuse maggiormente nei settori meno legati al lavoro e alla produzione. Così, mentre smartphone, tablet, videogame hanno raggiunto ormai standard di user experience elevati, le interfacce per l’automazione industriale somigliano ai sistemi operativi di venti anni fa.

I motivi di questo ritardo sono ripercorsi nell’articolo di Michele Mariani, Progettare dall’esperienza.

Oltre l’interfaccia, oltre l’usabilità

Gli elevati standard tecnici e meccanici raggiunti dai maggiori produttori spingono oggi le aziende ad estendere la competitività in altri ambiti. Fra questi, l’interfaccia. Un primo obiettivo è sicuramente allineare le HMI industriali agli standard di usabilità e user experience propri del mercato consumer: maggiore usabilità significa tempi di apprendimento e uso molto più bassi e performance più elevate. Ma questo è solo il primo passo. Industria 4.0, internet of things, servitization sono fenomeni che conducono a uno scenario complesso dove contano sempre meno gli oggetti e sempre più le relazioni. Di conseguenza anche il design deve mutare: dalla creazione di “prodotti” alla progettazione di sistemi adattivi.

Questo tema è affrontato

  1. nell’articolo di Andrea Violante, Linguaggio di produzione
  2. nell’infografica di Silvia Ballerini, L’architettura della fabbrica intelligente.

Per approfondire

  1. Il concetto di servitization: Services in European manufacturing: servinomics explained
  2. Un esempio di servitization: Digital Ubiquity: How Connections, Sensors, and Data Are Revolutionizing Business