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Information design per esperienze-ponte

La segnaletica ferrarese costituisce un riuscito esempio di esperienza-ponte, offrendo una continuità esperienziale fra rappresentazione cartacea e segnaletica fissa nelle vie della città.

Una città di terra e acqua. Così si dice di Ferrara, sospesa fra l’entroterra emiliano, il Po e il mare. A Ferrara sono stato di recente, ospite degli studenti della Facoltà di Architettura, e ne ho approfittato per solcare le orme di Ariosto, Tasso, Antonioni.

In questo viaggio, la segnaletica ferrarese è stata un ottimo alleato.

Il primo contatto con la città è avvenuto con la cartina annessa a un bell’opuscolo della Provincia di Ferrara. La guida e la cartina distinguono 4 principali aree della città, corrispondenti ad altrettanti percorsi di visita:

  • l’addizione rinascimentale (contraddistinta dal colore verde)
  • dove scorreva il Po (colore arancio)
  • dimore e chiese rinascimentali (colore giallo)
  • il centro medievale (colore blu).

La sorpresa, camminando per la la città, è stato ritrovare la stessa suddivisione e gli stessi percorsi in una elegante e discreta segnaletica fissa lungo le vie, in perfetta corrispondenza con la carta. Segnaletica con cui mi sono trovato perfettamente a mio agio e che mi ha guidato efficacemente nella città.

Riflettendo a posteriori su questa esperienza, mi sono reso conto di trovarmi di fronte a un riuscito esempio di esperienza-ponte: vale a dire un modello organizzativo ed esperienziale capace di assicurare una continuità fra differenti contesti o ambienti (in questo caso quello della guida cartacea di Ferrara e lo spazio fisico della città).

Questo modello integrato potrebbe essere rafforzando estendendo la stessa logica anche al sito web turistico di Ferrara e alla navigazione della città mediante dispositivi mobili.