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Information Flow

“Making complex subjects understandable”: questo l’obiettivo del progetto Information flow, una serie di diagrammi creati da Ramana Rao in collaborazione con il graphic designer Jean Orlebeke e presentati al Bay CHI.

È da circa tre mesi che sono iscritto alla newsletter Information Flow di Ramana Rao. E fin dall’inizio sono stato attratto dalla ricchezza delle riflessioni di Ramana. Ricchezza che viene da un solido retroterra teorico reinterpretato però in un’ottica metodologica. Il risultato è che le riflessioni di Ramana non sono mai né speculative né banali, ma offrono subito un risvolto pratico prezioso.

L’obiettivo? making complex subjects understandable.

Da questo mese, la newsletter accoglie un nuovo progetto: una serie di diagrammi sull’Information Flow, creati da Ramana in collaborazione con il graphic designer Jean Orlebeke e presentati al Bay CHI. La newsletter di maggio racconta appunto la genesi del progetto.

As with years of work in Information Visualization, this experience reinforced my beliefs that visual structures were powerful for not only presenting or communicating but also for understanding and examining. As I think about designs or pursuits I find certain ideas about essential truths driving my sense of why or why not something may or may not work. So with an itch to try visual representation as a tool, I wanted to portray all of these ideas in a series of diagrams.

Ma cos’è l’Information Flow?

Information Flow is about intelligent approaches to information access that make people, organizations, and society more productive and more creative.

Esistono tre diverse accezioni della nozione di Information Flow:

  • a social process – of – creating, sharing, using information
  • an individual process – of – sensemaking or knowledge pursuit
  • a psychological state – of – optimal experience

Information Flow di aprile era dedicata all’ultimo aspetto: il flusso dell’informazione come stato mentale. L’esplorazione del concetto di Flusso in questa accezione si deve soprattutto allo psicologo Mihaly Csikszentmihalyi.

Csikszentmihalyi has researched the psychological state of flow across several decades with students and colleagues in hundredsn of studies. The research identifies a number of external factors that lead to the greater possibility of flow experiences. Certain “flow activities” – including games, sporting activities, artistic performances – are more likely to lead to flow. These activities 1) have concrete goals and manageable rules 2) allow for adjusting opportunities for action to capacities 3) provide clear feedback on progress and 4) screen out distractions and make concentration possible.

Ora, nel corso degli ultimi anni questi concetti apparentemente così specialistici, sono entrati sempre più in contatto con la progettazione web. In particolare, sono molti i ricercatori e gli studi nell’ambito delle interfacce utente a riferirsi (direttamente o indirettamente) al concetto di Flusso come stato mentale. Le nozioni di goal, regole, compiti, capacità, feedback sono ormai entrate a pieno titolo in molte linee guida sul design e sulla interazione uomo-macchina.

my bigger point is that flow can be viewed as a design goal and the frequency of occurrence of flow as the metric of success. We should design tools that make us feel like we are flying as we engage in our sensemaking activities.

Chiude la rassegna di aprile un’utile lista di libri sul concetto di Flow.

Information Visualization

Information Flow di febbraio, oltre a una riflessione sulla diffusione di nuovi strumenti di visualizzazione dell’informazione, si chiude con una bella selezione di link su information design e dintorni. Vale la pena di visitarla.

  • See and Go Manifesto
  • Information Visualization: Graphical Tools for Thinking about Data
  • Review of Gibson’s new book, “Pattern Recognition”.