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Media mutations: l’ecosistema fisico-digitale

Nel mio intervento al convegno Media Mutations (Bologna, 24-25 maggio) ho parlato di commistione fra media e contesti: l’intreccio, l’ecositema, prevale sulla singola unità.


Nel corso del Novecento è stato un luogo comune definire il cinema o la televisione come media di massa. Ma questi old media oggi, nel circuito intermediale reso possibile dalla rivoluzione digitale, hanno visto eroso e ridefinito il terreno della propria popolarità. In che modo nell’epoca della convergenza è possibile ripensare in prospettiva estetica e mediologica le categorie di “massa” e di “popolare” proprio in un periodo in cui anche in campo politologico queste stesse categorie sono al centro di una nuova attenzione? (Claudio Bisoni).

Continuum, sincronia, ibridazione, fluidità, rizoma sono fra le parole-chiave emerse a più riprese in tutto il convegno.

Su questo sfondo, il mio intervento ha focalizzato sul concetto di ecosistema. Oggi ogni medium intrattiene una fitta rete di relazioni con altri media, tanto da non poter più essere concepito e letto come “prodotto” ma sempre più come processo, flusso, percorso.

Assistiamo oggi a un assottigliarsi del confine fra un medium e l’altro, tra fisico e digitale, tra produttore e consumatore, e persino fra artefatto (testo, video, prodotto…) e utente.