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Mente mondo complessità

L’attuale fase delle neuroscienze ripropone la domanda di una visione unitaria della mente, all’interno della quale poter collocare i molti tasselli di un puzzle che appare sempre più complicato. Quali sono le relazioni tra mente e cervello? E tra mente e mondo fisico? Che tipo di informazione entra in gioco nei processi cognitivi?(Ignazio Licata).

Così si legge nella quarta di copertina del libro di Ignazio Licata, La logica aperta della mente (Codice Edizioni). Libro che scopro grazie al bel mappe_mentali_blog di Roberta Buzzacchino, a cui rimando per la recensione.

Ognuno dei modelli finora proposti cattura soltanto una piccola parte del problema. La convergenza tra scienze cognitive e fisica teorica ha delineato una nuova sfida concettuale che ha come obiettivo la costruzione di una teoria della conoscenza centrata sul rapporto dinamico tra la mente e il mondo. I potenti concetti interdisciplinari dell’apertura logica, dell’emergenza e della computazione naturale proposti in questo libro superano le antiche dicotomie e i limiti del modello cibernetico, definendo una teoria generale dei rapporti tra osservatore e osservato in una gerarchia di complessità che dai modelli computazionali della vecchia intelligenza artificiale arriva al quantum brain e alla coscienza, e descrive come la mente costruisce il mondo in un accoppiamento profondo radicato nella natura fisica e biologica dell’attività cognitiva (dalla quarta di copertina).

A questo libro affianco l’altro (segnalato sempre da Roberta Buzzacchino) di Alberto de Toni e Luca Comello, Viaggio nella complessità (Marsilio).