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Anatomia di Netflix. Architettura dell’informazione e user experience

Netflix rovescia letteralmente il meccanismo di fruizione: lo spettatore non deve sforzarsi di trovare un film, è il film a trovare lui. Una scelta radicale, non esente da rischi, ma probabilmente vincente in un’epoca di sovraccarico informativo e di paradosso della scelta.

Un agguerrito gruppo di architecti si è divertito a smontare Netflix, a rimuovere la scocca (l’interfaccia) e dissezionare il suo “motore” informativo (l’architettura dell’informazione); con l’obiettivo di capire come questo influenzi l’esperienza complessiva dello spettatore (user experience).

Quando ci registriamo, Netflix ci chiede di indicare alcuni film che ci piacciono; sulla base di questa scelta e delle scelte fatte in seguito, il sistema è in grado di proporci continuamente nuovi film o serie tv da vedere. Questo meccanismo di personalizzazione funziona grazie a un sofisticato sistema di classificazione dei titoli, ognuno dei quali prevede un alto numero di metadati (nello specifico, faccette). A partire da questo sistema di faccette, un algoritmo genera “on the fly” tutti i generi e sottogeneri dei film, seguendo una sintassi capace di creare stringhe di senso compiuto: ad es. film australiani (faccetta: nazione) degli anni Ottanta (faccetta: periodo) ricchi di suspense (faccetta: aggettivi/caratteristiche).

Al contrario di molte altre piattaforme che usano la classificazione a faccette, Netflix non ci permette di utilizzare le faccette per filtrare i contenuti; le faccette restano nascoste, mentre ciò che ci viene mostrato sono solo le categorie risultanti dalla loro diversa combinazione. E anche queste ultime sono in effetti mostrate solo in parte, quel tanto che basta.
In tutto questo è evidente l’obiettivo di Netflix: rovesciare letteralmente il meccanismo di fruizione; l’utente non deve sforzarsi di trovare un film, è il film a trovare lui! Una scelta radicale, non esente da rischi, ma probabilmente vincente in un’epoca di sovraccarico informativo e di paradosso della scelta. E certamente coerente con il principio del minimo sforzo.

L’articolo completo:
Netflix sotto il cofano. Architettura dell’informazione e user experience in Netflix