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Google la rosa e l’ornitorinco

Massimo Marchiori, papà dell’algoritmo di Google, spiega come sia necessario oggi andare oltre: creando motori dialogici che mettano maggiormente al centro le persone.

Tutto comincia nel 1997, a Santa Clara, quando durante la sesta conferenza internazionale del World Wide Web scrive una pagina nella storia di internet, facendo vedere il suo motore di ricerca, battezzato Hyper Search. Dal palco, riesce a incantare la platea con due semplici parole: rosa e ornitorinco.

In quella celebre conferenza, Massimo Marchiori mostrò l’algoritmo che è diventato poi la base di quello usato da Google. Lo racconta Antonio Larizza nell’articolo-intervista Voglio inventare Google per la seconda volta, apparso su Nòva 24 di domenica. Cos’è cambiato oggi?

«Al pari di tutti i motori – spiega [Marchiori] — [Google] è come l’oracolo di Delfi: a domanda, risponde». E la sua risposta è considerata quella giusta. L’oracolo dovrebbe invece ‘aprirsi’, e la risposta nascere dal dialogo. Così, oggi Marchiori è alle prese con un nuovo algoritmo. «Per sviluppare — spiega — il motore di ricerca di terza generazione, basato sull’interazione delle persone con il sistema».

[…] «Da tecnologo, mi sto trasformando in sociologo. Obbligato dal web, che diventa sempre più sociale: presto persone e informazioni, online, saranno la stessa cosa».

Dall’algoritmo all’uomo

È un tema di cui si dibatte molto in questi ultimi tempi, soprattutto con l’avvento dei social network e con la convergenza fisico-digitale. I network rappresentano oggi un patrimonio informativo inestimabile, la vera finestra sul comportamento e le preferenze degli utenti, e spesso punto di partenza di gran parte delle nostre navigazioni quotidiane. Ce lo ha ricordato di recente Paolo Bottazzini nel suo intervento “Google: paradigmi e cronologie digitali”, durante la terza edizione del convegno Media Mutations 3. Ecosistemi narrativi: spazi, strumenti, modelli.

Come integrare allora questa dimensione sociale nella ricerca? E basta un’integrazione oppure occorre ripensare radicalmente la ricerca stessa?

Il tutto mi fa venire in mente un articolo di Gary Marchionini (non recente ma attualissimo) From information retrieval to information interaction. Nell’articolo (a cui sono molto affezionato) Marchionini scrive:

Additionally, the system may save increasingly detailed traces of fleeting ephemeral states arising in online transactions—perhaps as extreme as client-side mouse movements as well as clicks. Thus, our objects acquire histories, annotations, and linkages that may strongly influence retrieval and use.

[…] there are increasing efforts in the IR research community to incorporate people into the retrieval problem. […] thus, the problem shifts from the system optimizing matching to put burden on the human information seeker to engage in an ongoing process. In such a user-centered paradigm, people have responsibilities and capabilities (pp. 3, 4).

E ancora, mi viene in mente Marcia Bates, quando parla di modello classico o ingenuo e di modello evolutivo o reale di information retrieval: quest’ultimo, noto come raccolta delle bacche (berrypicking) è un tipo di ricerca che presuppone un aggiustamento progressivo del tiro (sulla base di molteplici fattori e stimoli), e quindi anche un dialogo fra uomo e informazione.

Insomma, Google e buona parte dei motori di ricerca più diffusi corrispondono ancora al modello classico — quello in stile oracolo, come lo chiama Marchiori — che potrebbe essere riassunto così: bisogno > formulazione della query > scatola magica > risultati. Dove il problema non è tanto nella scatola magica (l’algoritmo) ma negli interstizi di ogni passaggio!

The design of browsing and berrypicking techniques for the online search interface

Modello classico o ingenuo di information retrieval (fonte: Bates 1989).

Modello evolutivo o reale di information retrieval (fonte: Bates 1989).

A proposito di ornitorinchi

Non è un caso che l’ornitorinco sia anche un animale molto caro agli architetti dell’informazione. Per saperne di più:

Massimo Marchiori si racconta

Per finire, due istruttivi e divertenti video di Marchiori.