Home > Blog > Sinsemie: scritture nello spazio

Sinsemie: scritture nello spazio

Il libro ‘Sinsemie: scritture nello spazio’ di Luciano Perondi è una sorta di grammatica sull’uso della dimensione spaziale della scrittura (intesa come sintesi di parola e immagine) per produrre artefatti comunicativi più efficienti rispetto al testo lineare.

Impossibile tracciare un confine fra parola e immagine. Anche se questi sono concetti “naturali” per ognuno di noi, ogni tentativo di definizione rigorosa è fino ad oggi fallito. Perché in effetti parola e immagine sono parte di un continuum, un vero e proprio ecosistema non segmentabile.

Partendo da questo presupposto, il libro di Luciano Perondi rovescia il problema:

Perché tentare di scindere scrittura e visualizzazione, quando può essere più proficuo, dal punto di vista progettuale, considerarle come un insieme unitario? […] Perché non ipotizzare che la non meglio precisata “scrittura” abbia una componente non lineare dotata di una struttura coerente al punto tale da poter comunicare in maniera efficiente e poco ambigua e da generare unità di senso grandi a piacere? (p. 14)

E il pregio di questo libro è che non è soltanto un testo sulla sinsemia, ma è esso stesso un esempio ben riuscito di artefatto sinsemico e di information design. Un libro da leggere e da guardare, da esplorare secondo più modalità e stili cognitivi, corrispondenti ad altrettanti piani o strati della scrittura, intesa appunto come sintesi di parola e immagine disposte spazialmente con precisi intenti comunicativi.

Parola vs immagine, lineare vs non lineare

La difficoltà a superare la dicotomia parola vs immagine è legata a un retaggio culturale che per molto tempo, e soprattutto in occidente, ha visto nella scrittura una tecnica per riprodurre il parlato, legata quindi al testo alfabetico sequenziale. La nascita della stampa ha poi ulteriormente irrigidito la contrapposizione.

Tuttavia, molti studi sottolineano che il concetto di scrittura si è evoluto nel corso della storia in modo tutt’altro che omogeneo, e che il rapporto fra parola e immagine, lineare e non lineare è stato (e continua ad essere) assai complesso e spesso conflittuale. (Sul tema vedi ad es. Antinucci, Parola e immagine: Storia di due tecnologie e Barbieri, Guardare e leggere: La comunicazione visiva dalla pittura alla tipografia).

Ignorare quest’intreccio significa perdere un’opportunità. Quella offerta da un testo in cui dimensione lineare e dimensione non lineare si fondono per comunicare ciò che né l’una né l’altra da sole potrebbero fare.

[L]a sintesi grafica, la sinossi, la sinsemia, la possibilità di vedere le cose simultaneamente informano di sé il pensiero tanto quanto il linguaggio parlato. La sequenzialità invece [… s]i adatta bene alla dimostrazione procedurale, ma non a rendere l’insieme delle connessioni e la simultaneità. Gli artefatti sinsemici sono protesi che permettono di fissare e visualizzare simultaneamente relazioni che ci sfuggirebbero in una presentazione sequenziale (p. 79).

 

 

Sinsemia e cultura digitale

Se il personal computer ha portato maggiore facilità di accesso alla progettazione grafica e alla produzione di testi complessi – spiega ancora Perondi – paradossalmente ha però contribuito ad aumentare il solco fra “scrittura alfabetica” (il testo di parole) e “scrittura grafica” (il testo di immagini). I programmi di scrittura e quelli di grafica sono nettamente separati e riproducono un approccio mimetico al testo: scrittura sequenziale sul foglio di carta nel caso dei word-processor, e disegno su una superficie o elaborazione di immagini nel caso dei software di grafica.

Le ultime frontiere del web e del digitale lasciano tuttavia intravedere nuove possibilità di ibridazione: videogame, ebook, riviste ed e-magazine progettati appositamente per i tablet, applicazioni come Prezi… sono un esempio di artefatti in cui la parola e l’immagine tornano a fondersi perfettamente, e in cui la dimensione spaziale (come gli elementi sono disposti nello spazio) riacquista un valore cruciale.

Struttura del libro

Il libro è composto da 3 sezioni:

  1. Ipotesi – una sezione introduttiva sul concetto di sinsemia e sulla dimensione spaziale della scrittura
  2. Scrittura e oltre – che esplora le questioni teoriche che fanno da sfondo al concetto di sinsemia
  3. Sinsemia, ovvero scrittura nello spazio – analisi di numerosi esempi di scrittura sinsemica per comprenderne il funzionamento.

A chi

Il libro è in grado di soddisfare gli appetiti più diversi: si può sfogliare, leggere a diversi strati di profondità, annusare e assaggiare qua e là, o anche solo guardare. Chi è più interessato agli aspetti pratico-applicativi può saltare la sezione centrale, un po’ più tecnica e impegnativa. Ma a tutti – information designer o information architect, grafici o copywriter, editori o tipografi… – davvero a tutti consiglio almeno di prenderlo in mano e sfogliarlo.

Perondi, Luciano. 2012. Sinsemie: Scritture nello spazio. Nuovi Equlibri.