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Usabilità normativa o usabilità empirica?

Dopo diversi post dedicati al rapporto fra usabilità normativa (mediante linee guida) e usabilità empirica (test con utenti), ho cercato di proporre una sintesi in un articolo sulla rivista Idearium.

Prendendo spunto dal case history sul redesign del sito Audi e dalle recensioni di Comolli e Boscarol a Homepage Usability di Nielsen, l’articolo offre una personale riflessione sul rapporto fra valutazioni euristiche e valutazione empiriche di usabilità.

La tesi è che un matrimonio all’insegna del non dogmatismo e del buon senso è (e deve necessariamente essere) possibile: vale a dire che i due approcci, quello mediante euristiche o linee guida e quello mediante test con utenti, non sono inconciliabili ma complementari. Solo l’atteggiamento intransigente e aprioristico a favore dell’uno o dell’altro pone questi due metodi in contrasto.

Se le euristiche avessero valore di legge, ha ragione chi sostiene che l’usabilità va contro la creatività. Ben vengano invece le linee guida se intese come tali: orientamenti di massima passibili di essere infranti.

Così come la lingua la fanno i parlanti, il web lo fanno gli utenti. A loro spetta quindi l’ultima parola. Ecco perché Steve Krug nel suo Don’t Make Me Think, parla di Advanced Common Sense. A dirimere le controversie più infuocate (come quelle che spesso sorgono all’interno del team di lavoro) non servono le ricette (ciascuno ne ha), ma l’osservazione sul campo.

L’articolo completo: Usabilità normativa o usabilità empirica?