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Usabilità delle parole. Quando dire è fare

Parole come Entra, Continua, Rivedi, Consiglia, Modifica, diventano come gli interruttori della luce sui muri, come le manopole dei fornelli del gas, come le maniglie delle porte che ci permettono di agire e di muoverci.

Al tema dell’usabilità delle parole, Yvonne Bindi ha dedicato molti articoli. L’ultimo è apparso ieri su Nòva de Il Sole 24 Ore. Per chi si fosse perso le puntate precedenti, o per chi volesse rileggerle, riporto qui la lista completa.

  1. L’usabilità delle parole, Nòva – Il Sole 24 Ore, 12 giugno 2015
  2. L’usabilità delle parole, Problemi dell’informazione, aprile 2013 (1)
  3. L’usabilità delle parole, Quaderni del Mestiere di scrivere, 2012 (è l’articolo più completo, insieme al precedente)
  4. L’information overload sui treni, il più è meno, Apogeonline, 29 giugno 2011
  5. L’usabilità è anche una forma di cortesia, Apogeonline, 6 giugno 2011
  6. Una certezza l’abbiamo: le persone non leggono, Apogeonline, 15 aprile 2011
  7. Ci sono parole poco usabili (e varchi attivi), Apogeonline, 11 marzo 2011

 

Ed è così che parole come Entra, Continua, Rivedi, Consiglia, Modifica, diventano come gli interruttori della luce sui muri, come le manopole dei fornelli del gas, come le maniglie delle porte che ci permettono di agire e di muoverci […] Accade mentre siamo su Internet, ma anche mentre sfogliamo un menù, o mentre cerchiamo il nostro gate in aeroporto. Se le parole sono sbagliate, o collocate in una posizione sbagliata, o aggregate in messaggi difficili esse diventano delle cattive consigliere, e ci conducono dritte all’errore. Per tutto questo credo che si possa a buon diritto parlare di usabilità delle parole (Yvonne Bindi).