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	<title>Luca Rosati</title>
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	<description>Architettura dell&#039;informazione</description>
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		<title>D&#8217;estate, come i cinema, io chiudo</title>
		<link>http://lucarosati.it/blog/destate-come-i-cinema-io-chiudo</link>
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		<pubDate>Tue, 10 Aug 2010 05:59:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Luca</dc:creator>
				<category><![CDATA[Miscellanea]]></category>

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		<description><![CDATA[D'estate, come i cinema, io chiudo.
Il pensiero mi vola via e si perde,
il segno si fa vacante ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>D&#8217;estate, come i cinema, io chiudo.<br />
Il pensiero mi vola via e si perde,<br />
il segno si fa vacante,<br />
l&#8217;aria è calda<br />
la  tavola piena di frutta.<br />
(<a href="http://italy.poetryinternationalweb.org/piw_cms/cms/cms_module/index.php?obj_id=3548">Valerio Magrelli</a>)</p>
<p>Questo blog, in realtà, è in ferie già da luglio (data dell&#8217;ultimo post), ma non il suo autore. Io resto ancora qua per lavorare al libro <a href="http://pervasiveia.com/">Pervasive Information Architecture</a> (con <a href="http://andrearesmini.com/">Andrea Resmini</a> stiamo ultimando la stesura delle prime bozze).</p>
<p>Il segno si fa quindi vacante &#8212; per un po&#8217; &#8212; solo su questo blog. Tornerà a settembre.</p>
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		<title>News e giornalismo: presente e futuro fra web tavolette e video game</title>
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		<pubDate>Wed, 30 Jun 2010 23:35:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Luca</dc:creator>
				<category><![CDATA[Architettura dell'informazione pervasiva]]></category>
		<category><![CDATA[Case study]]></category>
		<category><![CDATA[User experience]]></category>
		<category><![CDATA[Complessità]]></category>
		<category><![CDATA[Cross-media]]></category>
		<category><![CDATA[ecosistemi]]></category>
		<category><![CDATA[giornalismo]]></category>
		<category><![CDATA[lettura]]></category>
		<category><![CDATA[news]]></category>

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		<description><![CDATA[The Digital Landscape: What's Next for News? Nel nuovo report della Nieman Foundation giornalisti, neuroscienziati ma anche studenti esplorano presente e futuro del mondo delle notizie.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://lucarosati.it/cms/wp-content/uploads/2010/06/future-news.png"><img class="alignnone size-medium wp-image-1779" title="future-news" src="http://lucarosati.it/cms/wp-content/uploads/2010/06/future-news-300x388.png" alt="" width="300" height="388" /></a></p>
<blockquote><p>When phrases such as &#8220;<strong>information overload</strong>&#8221; and &#8220;news literacy&#8221; bump up against &#8220;<strong>augmented reality</strong>&#8221; and &#8220;semantic Web,&#8221; it behooves us to ask how this digital landscape is affecting the <strong>experience of producing and consuming news and information</strong>. It&#8217;s a good time to look, too, at what we are learning about the human brain&#8217;s capacity to absorb and process what technology&#8217;s advances make possible for journalists (Nieman Foundation for Journalism at Harvard).</p></blockquote>
<p>Un report che assomiglia a un vero e proprio libro, profondo nei contenuti e nell&#8217;approccio e molto curato dal punto di vista dell&#8217;architettura informativa, con una doppia organizzazione, una <a href="http://www.nieman.harvard.edu/reportsitem.aspx?id=102394">logica sequenziale per capitoli</a>:</p>
<ul>
<li>Brain Power &#8212; informazione e cervello: lettura veloce e lettura profonda, apprendimento, multitasking</li>
<li>Digital Youth &#8212; giornalismo e nuove generazioni: connettività, interazione, mobilità</li>
<li>New News &#8212; ecosistemi mediatici e nuove forme di fruizione: partecipazione, e-reader, video game</li>
<li>Hacks + Hackers &#8212; giornalismo come design: organizzazione dei contenuti, storytelling, realtà aumenta;</li>
</ul>
<p>una <a href="http://www.nieman.harvard.edu/assets/flash/digitallandscape/">logica ipertestuale per temi o problemi</a>:</p>
<ul>
<li>Augmented Reality</li>
<li>The Brain</li>
<li>E-Readers &amp; Tablets</li>
<li>Media Habits</li>
<li>Mobile Technology</li>
<li>Multitasking</li>
<li>News Literacy</li>
<li>PowerPoint</li>
<li>Privacy</li>
<li>Reading</li>
<li>Semantic Web</li>
<li>Social Media</li>
<li>Video Games</li>
<li>Youth &amp; Media.</li>
</ul>
<p>Il concetto di fondo che emerge da questa analisi è quello di <strong>ecosistema</strong> e di <strong>complessità</strong>: fisico e digitale, carta e web non si oppongono ma si intrecciano fra loro in modo complesso &#8212; appunto. Il che impone una gestione altrettanto intrecciata, un ripensamento del modo di progettare e fare informazione. Un passaggio dalla multicanalità alla <strong>cross-medialità</strong>, in cui i diversi media e contesti non si sovrappongono ma si integrano e cooperano fra loro ciascuno nella propria specificità. Trascurare questa visione cross-mediale equivale a tagliare relazioni, perdere significati &#8212; in una parola, <strong>riduzionismo</strong>.</p>
<div class="references">
<h2>Il report</h2>
<ul>
<li><a href="http://www.nieman.harvard.edu/assets/pdf/Nieman%20Reports/backissues/summer2010.pdf">Report completo in pdf</a></li>
<li><a href="http://www.nieman.harvard.edu/reports.aspx?id=100062">Report in html</a></li>
<li><a href="http://www.ilsole24ore.com/art/tecnologie/2010-06-24/stimoli-eccesso-081500.shtml?uuid=AY2Kgk1B">Recensione al report</a> (di Fabio Chiusi)</li>
</ul>
<h2>Per approfondire</h2>
<ul>
<li>Jenkins, <a href="http://henryjenkins.org/2010/06/two_scenarios_for_the_future_o.html">Designing the Future of Journalism</a></li>
<li>Maistrello, <a href="http://www.apogeonline.com/libri/9788850329496/scheda">Giornalismo e nuovi media</a></li>
<li>Quintarelli, <a href="http://blog.quintarelli.it/quintanews/2009/07/20090723-il-sole-24-ore-mediagrammi-dinformazione.html">Mediagrammi d&#8217;informazione</a></li>
<li>Russo e Zambardino, <a href="http://www.apogeonline.com/libri/9788850310869/scheda">Eretici digitali</a></li>
</ul>
</div>
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		<title>Posizione del menu e falsi miti del design</title>
		<link>http://lucarosati.it/blog/posizione-menu</link>
		<comments>http://lucarosati.it/blog/posizione-menu#comments</comments>
		<pubDate>Sun, 27 Jun 2010 23:35:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Luca</dc:creator>
				<category><![CDATA[Metodi]]></category>
		<category><![CDATA[User experience]]></category>
		<category><![CDATA[affordance]]></category>
		<category><![CDATA[Euristiche]]></category>
		<category><![CDATA[layout]]></category>
		<category><![CDATA[menu]]></category>
		<category><![CDATA[navigazione]]></category>

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		<description><![CDATA[Meglio la navigazione a sinistra o a destra? Meglio piuttosto riformulare la domanda. Perché ciò che conta davvero non è la posizione del menu ma la sua affordance (la capacità d'un oggetto d'essere riconosciuto come tale).]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Nell&#8217;<a href="http://www.useit.com/alertbox/horizontal-attention.html">alertbox di aprile</a>, Nielsen sostiene che l&#8217;attenzione degli utenti si concentrerebbe al 69% sulla porzione sinistra della pagina e solo al 31% su quella di destra; concludendo che i layout tradizionali con navigazione a sinistra sarebbero preferibili a quelli con navigazione a destra.</p>
<blockquote><p>Web users spend 69% of their time viewing the left half of the page and 30% viewing the right half. A conventional layout is thus more likely to make sites profitable (Nielsen 2010).</p></blockquote>
<p>La conclusione deriverebbe da una serie di test condotti da Nielsen con l&#8217;eye-tracking.</p>
<h2>Occhio all&#8217;errore</h2>
<p>Ma il condizionale è d&#8217;obbligo. Non metto in dubbio i test con l&#8217;eye-tracking (sui quali però Nielsen non fornisce alcun dettaglio), ma la <strong>generalizzazione</strong> che ne deriva. Qui sta infatti il problema: l&#8217;eye-tracking ci consente di capire <strong>cosa</strong> guarda un determinato utente in una determinata pagina web, ma <strong>non perché</strong> (o meglio, questo è soggetto a interpretazione). Ecco il motivo per cui ricavare da questo comportamento specifico una euristica generale è pericoloso &#8211; o quanto meno va fatto con attenzione.</p>
<p>Mettendo in guardia dai limiti di questo approccio, <a href="http://usabile.it/blog/nielsen-e-le-contraddizioni-sul-layout-a-sinistra">Maurizio Boscarol</a> commenta che Nielsen</p>
<blockquote><p>si è dimenticato di dirci quante pagine, fra quelle viste dagli utenti nel suo esperimento, hanno effettivamente il layout con navigazione a sinistra!</p>
<p>Non saranno mica, diciamo, attorno al 70%?… Perché se così fosse, i dati si potrebbero spiegare anche con il layout delle pagine viste. Potrebbe essere quello a determinare il pattern di visione (questa sarebbe la mia prima ipotesi). (Boscarol 2010).</p></blockquote>
<p>O forse, nei layout testati, (anche se la navigazione era a destra) a sinistra erano presenti elementi capaci di attrarre il focus attentivo. Oppure la navigazione (pur situata a destra) non era riconoscibile come tale dagli utenti. Insomma: dire che la maggioranza degli utenti sottoposti a test su un certo numero di pagine tendono a concentrarsi sulla colonna di sinistra della pagina non basta per trarne la generalizzazione: &#8220;gli utenti si aspettano la navigazione a sinistra&#8221;. Bisogna capire il perché di questo comportamento (e i dati forniti da Nielsen non ce lo permettono).</p>
<h2>Posizione o affordance?</h2>
<p>Non è il <strong>dove</strong> si posiziona il menu che è fondamentale ma il <strong>come</strong>; come questo è progettato e la sua capacità di essere riconosciuto e usato come tale, vale a dire la sua <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Affordance">affordance</a>. A dimostrazione che la posizione sia poco influente ci sono importanti <strong>evidenze</strong>:</p>
<ol>
<li>i test con utenti per il <a href="http://www.boxesandarrows.com/view/challenging_the_status_quo_audi_redesigned">redesign del sito Audi</a> (condotti su 2 layout speculari, uno con navigazione a destra e uno con navigazione a sinistra)</li>
<li>il caso Audi è riportato e argomentato anche da Sofia Postai nel suo libro <em>Web design in pratica</em>, par. <a href="http://books.google.it/books?id=nNS_vTAnRygC&amp;lpg=PR18&amp;ots=V-DXS7l1Vc&amp;dq=sofia%20postai%20navigazione%20internet%20pro&amp;pg=PA15#v=onepage&amp;q&amp;f=false">Menu  a destra? OK si può</a></li>
<li>una serie di test con utenti condotti da <a href="http://trovabile.org/articoli/posizione_del_menu_e_aspettative_dellutente_2">Maurizio Boscarol e Sofia Postai</a>.</li>
</ol>
<p>D&#8217;altra parte, Nielsen non è certo nuovo a questo approccio normativo e dirigista all&#8217;usabilità, fatto di ricette rigide e pronte all&#8217;uso più che di metodi e buone pratiche. E se questo poteva essere utile in un primo tempo per traghettare l&#8217;usabilità dalla ricerca di alto livello al mercato, oggi rischia senz&#8217;altro di essere dannoso.</p>
<p>A proposito, mentre stavo scrivendo questo articolo mi è venuto in mente il sito del <a href="http://www.moma.org/">MoMa</a>: un magnifico esempio che un  menu può stare  senza problemi anche <strong>in basso</strong> &#8211; purché sia riconoscibile  e con bersagli  sufficientemente ampi (<a href="http://www.usabile.it/272004.htm">legge di Fitts</a>).</p>
<p><a href="http://www.moma.org/"><img class="alignnone size-medium wp-image-1736" src="http://lucarosati.it/cms/wp-content/uploads/2010/06/moma-300x218.png" alt="" width="300" height="218" /></a></p>
<h2>Euristiche e falsi miti</h2>
<p>Più in generale, le euristiche rappresentano strumenti preziosi, ma che non dovrebbero mai essere disgiunti dall&#8217;analisi sul campo. Quando le euristiche scadono nel prescrittivismo si va fuori strada. Ad ogni forma di prescrittivismo va invece opposta la logica del buon senso o del Common Sense, alla Krug.</p>
<p>Anche perché ricordiamoci che l&#8217;usabilità è per definizione legata a  specifici utenti, specifici contesti e specifici obiettivi o compiti. Se  una di queste variabili cambia, cambia anche il risultato.</p>
<h2>Per approfondire</h2>
<ul class="references">
<li><a href="http://usability.gov/guidelines/">Research-Based Web Design and Usability Guidelines</a></li>
<li><a href="http://uxmyths.com/">UX Myths</a></li>
<li><a href="http://cheerfulsw.com/2010/dont-listen-to-le-corbusier%E2%80%94or-jakob-nielsen/">Don’t listen to Le Corbusier &#8212; or Jakob Nielsen</a>.</li>
</ul>
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		</item>
		<item>
		<title>Media mutations: l&#8217;ecosistema fisico-digitale</title>
		<link>http://lucarosati.it/blog/media-mutations</link>
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		<pubDate>Thu, 27 May 2010 08:22:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Luca</dc:creator>
				<category><![CDATA[Architettura dell'informazione pervasiva]]></category>
		<category><![CDATA[Conferenze]]></category>
		<category><![CDATA[Ubiquitous computing]]></category>
		<category><![CDATA[Cross-media]]></category>
		<category><![CDATA[ecosistemi]]></category>
		<category><![CDATA[Pervasive IA]]></category>

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		<description><![CDATA[Nel mio intervento al convegno Media Mutations (Bologna, 24-25 maggio) ho parlato di commistione fra media e contesti: l'intreccio, l'ecositema, prevale sulla singola unità.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><object type="application/x-shockwave-flash" data="http://static.slidesharecdn.com/swf/ssplayer2.swf?doc=media-mutations-100526174433-phpapp02&#038;stripped_title=media-mutations" id="__sse4322210" width="425" height="355"><param name="movie" value="http://static.slidesharecdn.com/swf/ssplayer2.swf?doc=media-mutations-100526174433-phpapp02&#038;stripped_title=media-mutations" /><param name="allowFullScreen" value="true"/><param name="allowScriptAccess" value="always"/></object></p>
<blockquote><p>Nel corso del Novecento è stato un luogo comune definire il cinema o la televisione come media di massa. Ma questi old media oggi, nel circuito intermediale reso possibile dalla rivoluzione digitale, hanno visto eroso e ridefinito il terreno della propria popolarità. In che modo nell&#8217;epoca della convergenza è possibile ripensare in prospettiva estetica e mediologica le categorie di &#8220;massa&#8221; e di &#8220;popolare&#8221; proprio in un periodo in cui anche in campo politologico queste stesse categorie sono al centro di una nuova attenzione? (Claudio Bisoni).</p></blockquote>
<p>Continuum, sincronia, ibridazione, fluidità, rizoma sono fra  le parole-chiave emerse a più riprese in tutto il <a title="Pagina del convegno Media Mutations" href="http://www.muspe.unibo.it/soffitta/2010/cinema/media_mutations.htm">convegno</a>.</p>
<p>Su questo sfondo, il mio intervento ha focalizzato sul concetto di <strong>ecosistema</strong>. Oggi ogni medium intrattiene una fitta rete di relazioni con altri media, tanto da non poter più essere concepito e letto come &#8220;prodotto&#8221; ma sempre più come <strong>processo, flusso, percorso</strong>.</p>
<p>Assistiamo oggi a un assottigliarsi del confine fra un medium e l&#8217;altro, tra fisico e digitale, tra produttore e consumatore, e persino fra artefatto (testo, video, prodotto&#8230;) e utente.</p>
<ul class="references">
<li><a href="http://www.slideshare.net/lucarosati/media-mutations-4322210">Presentazione</a></li>
<li><a href="http://www.slideshare.net/lucarosati/mediamutations2">Testo</a> (handout)</li>
</ul>
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		</item>
		<item>
		<title>Summit italiano di architettura dell&#8217;informazione 2010</title>
		<link>http://lucarosati.it/blog/summit-architettura-informazione-2010</link>
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		<pubDate>Sun, 09 May 2010 21:03:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Luca</dc:creator>
				<category><![CDATA[Case study]]></category>
		<category><![CDATA[Conferenze]]></category>
		<category><![CDATA[Professione]]></category>

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		<description><![CDATA[Contaminazione. Fra saperi, contesti, media. Così, con una sola parola, sintetizzerei il summit di architettura dell'informazione appena conclusosi a Pisa. Interventi, dietro le quinte, video.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><object type="application/x-shockwave-flash" data="http://vimeo.com/moogaloop.swf?clip_id=11592515&amp;server=vimeo.com&amp;show_title=1&amp;show_byline=1&amp;show_portrait=0&amp;color=&amp;fullscreen=1" width="400" height="225"><param name="movie" value="http://vimeo.com/moogaloop.swf?clip_id=11592515&amp;server=vimeo.com&amp;show_title=1&amp;show_byline=1&amp;show_portrait=0&amp;color=&amp;fullscreen=1" /></object></p>
<p>Abbracciando un&#8217;accezione allargata di architettura dell&#8217;informazione come:</p>
<blockquote cite="http://oreilly.com/catalog/9780596527341/"><p>structural design of shared information environments<br />
(<a href="http://oreilly.com/catalog/9780596527341/">Rosenfeld and Morville 2006</a>, 4)</p></blockquote>
<p>il summit del 2010 ha cercato il più possibile di &#8220;mescolare le carte&#8221;. Non solo web, quindi, ma anche spazi architettonici, televisione, video game, suono, ubiquitous computing.</p>
<h2>In sintesi</h2>
<ul>
<li><a href="http://www.iasummit.it/2010/program/">Papers degli interventi</a></li>
<li><a href="http://twitter.com/italianiasummit">tweet</a></li>
<li><a href="http://www.vimeo.com/11592515">video interviste</a>.</li>
</ul>
<h2>And the winner is&#8230;</h2>
<ul>
<li>Migliore presentazione: <a href="http://www.iasummit.it/2010/speakers/#Damico">Sketching in audio design</a>, di Gianpaolo D&#8217;amico e Sara Lenzi</li>
<li>vincitori del gioco <a href="http://www.iasummit.it/2010/contest/">definisci la cosa</a>:
<ol>
<li><a href="http://vimeo.com/11338696">Italo Marconi</a>, Everything is illuminated</li>
<li><a href="http://dl.dropbox.com/u/4096074/whatisia.png">Simone Economo</a>, Le scale</li>
<li><a href="http://twitter.com/toddylog">Andrea Todon</a>, L&#8217;architettura dell&#8217;informazione è come il sale sulla pasta, quando manca si sente.</li>
</ol>
</li>
</ul>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Architettura dell&#8217;informazione per la pubblica amministrazione</title>
		<link>http://lucarosati.it/blog/architettura-informazione-pubblica-amministrazione</link>
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		<pubDate>Tue, 06 Apr 2010 19:30:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Luca</dc:creator>
				<category><![CDATA[Architettura dell'informazione web]]></category>
		<category><![CDATA[Case study]]></category>
		<category><![CDATA[Classificazione]]></category>
		<category><![CDATA[design partecipativo]]></category>
		<category><![CDATA[Euristiche]]></category>
		<category><![CDATA[Pubblica Amministrazione]]></category>

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		<description><![CDATA[Su Trovabile, un articolo fa il punto sull'architettura dell'informazione per la pubblica amministrazione, raccogliendo una selezione di casi studio e linee guida (3a edizione).]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://trovabile.org/articoli/architettura-informazione-pa">Architettura dell&#8217;informazione per la pubblica amministrazione: un riepilogo</a></p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>L&#8217;architettura dell&#8217;informazione, Umberto Eco e le liste vertiginose</title>
		<link>http://lucarosati.it/blog/architettura-informazione-eco</link>
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		<pubDate>Mon, 29 Mar 2010 08:30:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Luca</dc:creator>
				<category><![CDATA[Classificazione]]></category>
		<category><![CDATA[Libri]]></category>
		<category><![CDATA[coerenza]]></category>
		<category><![CDATA[liste]]></category>
		<category><![CDATA[salienza]]></category>

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		<description><![CDATA[Lezioni di architettura dell'informazione dal nuovo libro di Umberto Eco, Vertigine della lista. Come creare una classificazione rigorosa? Esiste un unico criterio valido per classificare? E, se ne esiste più d'uno, quale scegliere?]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Un articolo su Apogeonline esplora i nessi fra il nuovo libro di Umberto Eco, Vertigine della lista, e l&#8217;architettura dell&#8217;informazione. L&#8217;articolo riprende e approfondisce alcuni spunti che avevo abbozzato in un <a href="http://lucarosati.it/blog/vertigine-della-lista">precedente post</a>. </p>
<p class="references">
<a href="http://www.apogeonline.com/webzine/2010/03/28/le-liste-vertiginose-di-umberto-eco">Architettura dell&#8217;informazione: Le liste vertiginose di Umberto Eco</a>.</p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>User experience arricchite integrando fisico e digitale #2</title>
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		<pubDate>Fri, 26 Mar 2010 10:28:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Luca</dc:creator>
				<category><![CDATA[Architettura dell'informazione pervasiva]]></category>
		<category><![CDATA[Conferenze]]></category>
		<category><![CDATA[Ubiquitous computing]]></category>
		<category><![CDATA[User experience]]></category>
		<category><![CDATA[Cross-media]]></category>
		<category><![CDATA[ecosistemi]]></category>
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		<category><![CDATA[smau]]></category>

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		<description><![CDATA[La internet delle cose permette di dare vita agli oggetti che ci circondano, restituendo loro un'anima e una voce - come avviene nel mondo di Alice: questi i temi del mio seminario a Smau.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h2>Architettura dell&#8217;informazione e user experience</h2>
<p>Il seminario che ho tenuto a Smau (Roma, 25 marzo) con <a href="http://andrearesmini.com/">Andrea Resmini</a>  riprende con qualche variante quello tenuto a Padova per <a href="http://lucarosati.it/blog/user-experience-arricchite">Cultura senza Barriere</a>.</p>
<h3>Abstract</h3>
<p><a href="http://www.smau.it/event/eventview/1632">Abstract dell&#8217;intervento</a>.</p>
<h3>Slidecast</h3>
<p><a href="http://www.slideshare.net/lucarosati/architettura-dellinformazione-e-user-experience-2-3558462" title="Architettura dell&#39;informazione e user experience">Architettura dell&#39;informazione e user experience</a><br />
<object width="425" height="355" data="http://static.slidesharecdn.com/swf/ssplayer2.swf?doc=smau-2010-100325190244-phpapp01&#038;stripped_title=architettura-dellinformazione-e-user-experience-2-3558462"><param name="movie" value="http://static.slidesharecdn.com/swf/ssplayer2.swf?doc=smau-2010-100325190244-phpapp01&#038;stripped_title=architettura-dellinformazione-e-user-experience-2-3558462" /><param name="allowFullScreen" value="true"/><param name="allowScriptAccess" value="always"/></object><br />
<small>View more <a href="http://www.slideshare.net/">presentations</a> from <a href="http://www.slideshare.net/lucarosati">Luca Rosati</a></small></p>
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		<item>
		<title>Il redesign di Directgov e il problema della coerenza</title>
		<link>http://lucarosati.it/blog/directgov-redesign</link>
		<comments>http://lucarosati.it/blog/directgov-redesign#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 04 Mar 2010 23:03:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Luca</dc:creator>
				<category><![CDATA[Architettura dell'informazione web]]></category>
		<category><![CDATA[Case study]]></category>
		<category><![CDATA[Classificazione]]></category>
		<category><![CDATA[coerenza]]></category>
		<category><![CDATA[Directgov]]></category>
		<category><![CDATA[egov]]></category>
		<category><![CDATA[legge di Hick]]></category>
		<category><![CDATA[Pubblica Amministrazione]]></category>

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		<description><![CDATA[Il restyling di Directgov, il sito britannico dei servizi al cittadino, offre spunti interessanti in tema di architettura dell'informazione, adeguatezza e coerenza della classificazione e design della navigazione.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h2>Prima e dopo</h2>
<p><a href="http://lucarosati.it/cms/wp-content/uploads/2010/03/directgov-2010.png"><img class="alignnone size-medium wp-image-1582" src="http://lucarosati.it/cms/wp-content/uploads/2010/03/directgov-2010-300x329.png" alt="" width="300" height="329" /></a></p>
<p>Da qualche mese la homepage del sito <strong>Directgov</strong> presenta una nuova architettura interna. Le modifiche non toccano quasi per nulla la grafica e l&#8217;intelaiatura generale della pagina, che restano pressoché invariate, ma la disposizione interna dei blocchi principali. Apparentemente minime, queste modifiche coinvolgono invece aspetti essenziali dell&#8217;architettura dell&#8217;informazione (non solo della pagina ma dell&#8217;intero sito).</p>
<p>Il caso è ancor più interessante considerando che Directgov viene riconosciuto da molti come un eccellente <strong>modello di riferimento</strong> nel campo della pubblica amministrazione, dell&#8217;eGovernment e dei servizi al cittadino in genere (cf. <a title="Architettura dell'informazione dei siti Directgov e Italiagov a confronto" href="http://trovabile.org/articoli/architettura-informazione-pubblica-amministrazione">Fuchs 2005</a>).</p>
<p>Fino a poco tempo fa, il corpo della <strong>homepage</strong> mostrava una chiara <strong>tripartizione interna</strong>:</p>
<ol>
<li><em>Straight to&#8230;</em> (<strong>argomenti</strong> principali del sito)</li>
<li><em>People</em> (accesso per <strong>target</strong> &#8211; specifiche categorie di cittadini)</li>
<li><em>Local services, Top choices</em> (<strong>scorciatoie</strong> e classificazione popolare).</li>
</ol>
<p><a href="http://lucarosati.it/cms/wp-content/uploads/2010/03/directgov-2008.png"><img class="alignnone size-medium wp-image-1583" src="http://lucarosati.it/cms/wp-content/uploads/2010/03/directgov-2008-300x206.png" alt="" width="300" height="206" /></a></p>
<p>La prima sezione occupava uno spazio maggiore (quasi doppio delle altre) perché i test condotti nella fase di progettazione mostrarono una chiara <strong>preferenza</strong> del pubblico <strong>per l&#8217;accesso per argomento</strong> (cf. ancora <a title="Architettura dell'informazione dei siti Directgov e Italiagov a confronto" href="http://trovabile.org/articoli/architettura-informazione-pubblica-amministrazione">Fuchs 2005</a>, p. 6). Oltre a questi tre blocchi principali, pochi erano gli altri elementi presenti &#8211; tanto da fare della homepage di Directgov un caso esemplare di essenzialità  e design minimalista.</p>
<h2>Cosa cambia</h2>
<p>Facendo il confronto fra la vecchia e la nuova home, due sono gli aspetti che saltano subito all&#8217;occhio:</p>
<ol>
<li>l&#8217;<strong>eliminazione della tripartizione interna</strong>, sostituita da un unico blocco <em>Straight to&#8230;</em>, posto in primo piano al centro della pagina</li>
<li>l&#8217;<strong>aggiunta di elementi accessori</strong> intorno a questo blocco principale.</li>
</ol>
<p>A questo riguardo, Alessia Bernini mi scrive:</p>
<blockquote><p>In merito al sito del governo inglese ho visto che l&#8217;homepage non è più divisa nelle tre sezioni tematiche <em>Straight to</em>,<em> People </em>e<em> Services</em>, così mi chiedevo se sapesse di questo cambiamento.</p>
<p>Inoltre, dal momento che questo sito è stato considerato un ottimo modello da seguire, mi piacerebbe sapere se tale cambiamento (che io vedo più in negativo) può essere considerato regressivo (email del 24 febbraio 2010).</p></blockquote>
<p>D&#8217;istinto, così ho risposto.</p>
<blockquote><p>Ragionando &#8220;a tavolino&#8221; anche a me questo cambiamento pare poco felice: al di là della tripartizione originaria, mi pare che in generale la home risulti ora meno ordinata e più dispersiva.</p>
<p>Considerando però che in genere i gestori di questo sito sono abituati a fare test di usabilità e monitorare gli accessi, è possibile che si tratti di un esperimento transitorio o di una modifica conseguente ad evidenze di qualche tipo.</p></blockquote>
<h2>Perché</h2>
<p>Riflettendoci meglio, possiamo tentare <strong>varie ipotesi</strong> a suffragio del redesign. Ipotesi chiaramente &#8220;a tavolino&#8221; che non possono stabilire definitivamente se la nuova soluzione sia migliore o peggiore &#8211; questo potrà dirlo solo l&#8217;analisi del comportamento effettivo del pubblico.</p>
<ul>
<li>Test con utenti o altri tipi di analisi (effettuati da Directgov) possono aver mostrato che l&#8217;area <em>People</em> sia poco utilizzata, o che <strong>la distinzione fra <em>Straight to&#8230;</em> e <em>People</em> sia poco compresa</strong>. In effetti, già i test condotti sulle vecchie versioni del sito avevano evidenziato la scarsa comprensione della differenza (allora veicolata dalle etichette <em>Information about</em> e <em>Information for</em>), e la predilezione per l&#8217;accesso per argomento – <em>Information about</em> (Fuchs 2005 e 2006).</li>
<li>Compattare le opzioni in un unico blocco potrebbe ridurre il <a href="http://lucarosati.it/blog/quando-il-troppo-stroppia">paradosso della scelta</a> e aiutare a concentrare il <a href="http://trovabile.org/articoli/interfacce_a_misura_duomo#focus">fuoco dell&#8217;attenzione</a> (che è unico) su una sola porzione della pagina: quella centrale.</li>
<li>L&#8217;etichetta <em>People</em> potrebbe causare fraintendimenti portando l&#8217;utente a identificarsi nelle varie categorie di pubblico, mentre non è questo il senso. La categoria <em>Young people</em> – ad esempio – non è solo <em>per</em> i giovani, ma per tutti coloro che vogliono informazioni <em>sui</em> giovani.</li>
</ul>
<h2>Il problema della coerenza</h2>
<p>Veniamo dunque all&#8217;altro tema suggerito dal titolo dell&#8217;articolo.</p>
<h3>Coerenza teorica&#8230;</h3>
<p>Secondo la biblioteconomia, una buona classificazione dovrebbe impiegare (per quanto possibile) <strong>un solo criterio di divisione alla volta</strong> (<em>fundamentum divisionis</em>). Se devo classificare dei vini, potrei scegliere di suddividerli o per colore, o per regione di provenienza, o per cantina; ma è importante che ogni livello della classificazione utilizzi un solo criterio: ad es. prima il colore, poi la regione, poi la cantina. Un sistema di questo tipo si dice <strong>coerente</strong>. Un sistema coerente è maggiormente prevedibile: all’utente può  bastare solo la lettura di  alcune classi per dedurre tutte le  altre, rendendo così più rapida l’attività di  comprensione e apprendimento (cf. <a title="Le classificazioni gerarchico-enumerative sul Web e la questione dell'incoerenza" href="http://www.aib.it/aib/contr/marino1.htm#1">Marino 2004</a>).</p>
<p>Avendo fuso insieme Argomenti (<em>Straight to&#8230;</em>) e Persone (<em>People</em>), <strong>la nuova architettura di Directgov risulterebbe incoerente </strong>perché impiega contemporaneamente due criteri di divisione: quello per argomento e quello per persona. Ma&#8230;</p>
<h3>&#8230;e coerenza empirica</h3>
<blockquote><p>In realtà, quando si tratta di insiemi complessi o di vasti domini del sapere, l&#8217;impiego rigoroso di un unico criterio di divisione alla volta è spesso utopico. Perfino gli schemi di classificazione standard usati nelle biblioteche introducono a qualche livello un certo grado di incoerenza. Infatti ogni classificazione ha sì la funzione di fornire un&#8217;organizzazione il più possibile rigorosa (scientifica) di un certo dominio della conoscenza, ma ha soprattutto finalità pratiche (empiriche), serve per risolvere problemi di catalogazione e gestione dell’informazione: essa quindi nasce con il massimo di scientificità possibile, ma giocoforza poi si deve adattare all&#8217;uso, e l&#8217;uso stesso finisce con il tempo per minare la &#8220;purezza&#8221; dell’impianto originale (<a title="Architettura dell'informazione: Trovabiltà dagli oggetti quotidiani al Web" href="http://lucarosati.it/blog/architettura-informazione-trovabilita">Rosati 2007</a>, 11).</p></blockquote>
<p>La coerenza di un sistema di classificazione, quindi, va sempre commisurata a un paradigma empirico: il contesto, gli obiettivi e il pubblico cui è destinata. <strong>Non esistono classificazioni giuste o sbagliate, ma più o meno appropriate a un certo uso</strong> (convenienti allo scopo per cui sono state concepite).</p>
<p>E allora la nuova architettura di Directgov può dirsi comunque coerente – <strong>empiricamente coerente</strong> – se tale architettura soddisfa meglio le esigenze per cui è stata concepita.</p>
<p><em>Il discorso della coerenza si lega anche alla <a title="Voce Hick's law nella Wikipedia" href="http://en.wikipedia.org/wiki/Hick_law">legge di Hick</a>, una formula matematica che esprime il rapporto fra tempo necessario a operare una scelta, numero delle scelte possibile e loro presentazione. Ma su questo tornerò in una prossima puntata.</em></p>
<h2>Per approfondire</h2>
<div class="references">
<h3>Sul web</h3>
<ul>
<li>Fuchs, S. 2005. &#8220;<a href="http://trovabile.org/articoli/architettura-informazione-pubblica-amministrazione">Il modello italiano e il modello britannico di trovabilità nei siti web della pubblica amministrazione</a>&#8220;. <em>Trovabile</em>, 1 novembre.</li>
<li>Marino, V. 2004. &#8220;Classificazioni per il web&#8221;. <em>AIB Web</em>, 12 febbraio, 1: <a href="http://www.aib.it/aib/contr/marino1.htm#1">Le classificazioni gerarchico-enumerative sul Web e la questione  dell&#8217;incoerenza</a>.</li>
<li>Rosati, L. 2009. &#8220;<a href="http://trovabile.org/articoli/architettura-informazione-pa">Architettura dell’informazione per la pubblica amministrazione: Un  riepilogo</a>&#8220;. <em>Trovabile</em>, 29 marzo.</li>
</ul>
<h3>Sulla carta</h3>
<p>Fuchs, S. 2006. &#8220;Caso di studio: Architettura dell&#8217;informazione per i siti della Pubblica Amministrazione&#8221;. In: Gnoli et al. <a href="http://lucarosati.it/blog/organizzare-la-conoscenza">Organizzare la conoscenza: Dalle biblioteche all’architettura dell’informazione per il Web</a>. Tecniche Nuove, 171-192.</p>
</div>
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		<title>User experience arricchite integrando fisico e digitale</title>
		<link>http://lucarosati.it/blog/user-experience-arricchite</link>
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		<pubDate>Sun, 21 Feb 2010 22:30:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Luca</dc:creator>
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		<category><![CDATA[cultura senza barriere]]></category>
		<category><![CDATA[ecosistemi]]></category>
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		<description><![CDATA[Internet non è un luogo ma uno strato integrato nel mondo intorno a noi - sostiene l'Institute for the future. Come sfruttare questa compenetrazione per arricchire la user experience?]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<blockquote><p>
&#8220;O Giglio-Tigre!&#8221; disse Alice rivolgendosi a un fiore di quella specie &#8230; &#8220;Che bello sarebbe se tu potessi parlare!&#8221;<br />
– Lewis Carrol
</p></blockquote>
<h2>Architettura dell’informazione e user experience</h2>
<p>Come sfruttare l&#8217;architettura dell&#8217;informazione per arricchire l&#8217;esperienza utente in ambienti integrati, fondendo fisico e digitale? Questo è l&#8217;argomento dell&#8217;intervento che ho tenuto a <a href="http://www.culturasenzabarriere.org/">Cultura senza barriere</a> (Padova, 18-20 febbraio).</p>
<h3>Trailer</h3>
<p><object type="application/x-shockwave-flash" data="http://www.youtube.com/v/C5b0uxuQ-zg" width="500" height="400"><param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/C5b0uxuQ-zg" /></object></p>
<h3>Abstract</h3>
<p><a href="http://www.culturasenzabarriere.org/2009/11/arricchire-l%E2%80%99esperienza-utente-integrando-fisico-e-digitale-architettura-dell%E2%80%99informazione-e-user-experience/">Abstract dell&#8217;intervento</a>.</p>
<h3>Slidecast</h3>
<p><a href="http://www.slideshare.net/CulturaSenzaBarriere/architettura-dellinformazione-e-user-experience-3229167" title="Architettura dell&#39;informazione e user experience">Architettura dell&#39;informazione e user experience</a><br />
<object width="425" height="355" data="http://static.slidesharecdn.com/swf/ssplayer2.swf?doc=csb-2010-100219191343-phpapp02&#038;stripped_title=architettura-dellinformazione-e-user-experience-3229167"><param name="movie" value="http://static.slidesharecdn.com/swf/ssplayer2.swf?doc=csb-2010-100219191343-phpapp02&#038;stripped_title=architettura-dellinformazione-e-user-experience-3229167" /><param name="allowFullScreen" value="true"/><param name="allowScriptAccess" value="always"/></object><br />
<small>View more <a href="http://www.slideshare.net/">presentations</a> from <a href="http://www.slideshare.net/CulturaSenzaBarriere">Cultura Senza Barriere</a></small></p>
<h2>Per saperne di più</h2>
<ul class="references">
<li><a href="http://lucarosati.it/blog/category/architettura-informazione-pervasiva">Architettura dell&#8217;informazione pervasiva</a>: una raccolta di link sull&#8217;argomento</li>
<li><a href="http://pervasiveia.com/">Pervasive Information Architecture</a>: un libro sul tema.</li>
</ul>
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