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	<title>Luca Rosati</title>
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	<description>Architettura dell&#039;informazione</description>
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		<title>Il redesign di Directgov e il problema della coerenza</title>
		<link>http://lucarosati.it/blog/directgov-redesign</link>
		<comments>http://lucarosati.it/blog/directgov-redesign#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 04 Mar 2010 23:03:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Luca</dc:creator>
				<category><![CDATA[Architettura dell'informazione web]]></category>
		<category><![CDATA[Case study]]></category>
		<category><![CDATA[Classificazione]]></category>
		<category><![CDATA[coerenza]]></category>
		<category><![CDATA[Directgov]]></category>
		<category><![CDATA[egov]]></category>
		<category><![CDATA[legge di Hick]]></category>
		<category><![CDATA[Pubblica Amministrazione]]></category>

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		<description><![CDATA[Il restyling di Directgov, il sito britannico dei servizi al cittadino, offre spunti interessanti in tema di architettura dell'informazione: adeguatezza e coerenza della classificazione e design della navigazione.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h2>Prima e dopo</h2>
<p><a href="http://lucarosati.it/cms/wp-content/uploads/2010/03/directgov-2010.png"><img class="alignnone size-medium wp-image-1582" src="http://lucarosati.it/cms/wp-content/uploads/2010/03/directgov-2010-300x329.png" alt="" width="300" height="329" /></a></p>
<p>Da qualche mese la homepage del sito <strong>Directgov</strong> presenta una nuova architettura interna. Le modifiche non toccano quasi per nulla la grafica e l&#8217;intelaiatura generale della pagina, che restano pressoché invariate, ma la disposizione interna dei blocchi principali. Apparentemente minime, queste modifiche coinvolgono invece aspetti essenziali dell&#8217;architettura dell&#8217;informazione (non solo della pagina ma dell&#8217;intero sito).</p>
<p>Il caso è ancor più interessante considerando che Directgov viene riconosciuto da molti come un eccellente <strong>modello di riferimento</strong> nel campo della pubblica amministrazione, dell&#8217;eGovernment e dei servizi al cittadino in genere (cf. <a title="Architettura dell'informazione dei siti Directgov e Italiagov a confronto" href="http://trovabile.org/articoli/architettura-informazione-pubblica-amministrazione">Fuchs 2005</a>).</p>
<p>Fino a poco tempo fa, il corpo della <strong>homepage</strong> mostrava una chiara <strong>tripartizione interna</strong>:</p>
<ol>
<li><em>Straight to&#8230;</em> (<strong>argomenti</strong> principali del sito)</li>
<li><em>People</em> (accesso per <strong>target</strong> &#8211; specifiche categorie di cittadini)</li>
<li><em>Local services, Top choices</em> (<strong>scorciatoie</strong> e classificazione popolare).</li>
</ol>
<p><a href="http://lucarosati.it/cms/wp-content/uploads/2010/03/directgov-2008.png"><img class="alignnone size-medium wp-image-1583" src="http://lucarosati.it/cms/wp-content/uploads/2010/03/directgov-2008-300x206.png" alt="" width="300" height="206" /></a></p>
<p>La prima sezione occupava uno spazio maggiore (quasi doppio delle altre) perché i test condotti nella fase di progettazione mostrarono una chiara <strong>preferenza</strong> del pubblico <strong>per l&#8217;accesso per argomento</strong> (cf. ancora <a title="Architettura dell'informazione dei siti Directgov e Italiagov a confronto" href="http://trovabile.org/articoli/architettura-informazione-pubblica-amministrazione">Fuchs 2005</a>, p. 6). Oltre a questi tre blocchi principali, pochi erano gli altri elementi presenti &#8211; tanto da fare della homepage di Directgov un caso esemplare di essenzialità  e design minimalista.</p>
<h2>Cosa cambia</h2>
<p>Facendo il confronto fra la vecchia e la nuova home, due sono gli aspetti che saltano subito all&#8217;occhio:</p>
<ol>
<li>l&#8217;<strong>eliminazione della tripartizione interna</strong>, sostituita da un unico blocco <em>Straight to&#8230;</em>, posto in primo piano al centro della pagina</li>
<li>l&#8217;<strong>aggiunta di elementi accessori</strong> intorno a questo blocco principale.</li>
</ol>
<p>A questo riguardo, Alessia Bernini mi scrive:</p>
<blockquote><p>In merito al sito del governo inglese ho visto che l&#8217;homepage non è più divisa nelle tre sezioni tematiche <em>Straight to</em>,<em> People </em>e<em> Services</em>, così mi chiedevo se sapesse di questo cambiamento.</p>
<p>Inoltre, dal momento che questo sito è stato considerato un ottimo modello da seguire, mi piacerebbe sapere se tale cambiamento (che io vedo più in negativo) può essere considerato regressivo (email del 24 febbraio 2010).</p></blockquote>
<p>D&#8217;istinto, così ho risposto.</p>
<blockquote><p>Ragionando &#8220;a tavolino&#8221; anche a me questo cambiamento pare poco felice: al di là della tripartizione originaria, mi pare che in generale la home risulti ora meno ordinata e più dispersiva.</p>
<p>Considerando però che in genere i gestori di questo sito sono abituati a fare test di usabilità e monitorare gli accessi, è possibile che si tratti di un esperimento transitorio o di una modifica conseguente ad evidenze di qualche tipo.</p></blockquote>
<h2>Perché</h2>
<p>Riflettendoci meglio, possiamo tentare <strong>varie ipotesi</strong> a suffragio del redesign. Ipotesi chiaramente &#8220;a tavolino&#8221; che non possono stabilire definitivamente se la nuova soluzione sia migliore o peggiore &#8211; questo potrà dirlo solo l&#8217;analisi del comportamento effettivo del pubblico.</p>
<ul>
<li>Test con utenti o altri tipi di analisi (effettuati da Directgov) possono aver mostrato che l&#8217;area <em>People</em> sia poco utilizzata, o che <strong>la distinzione fra <em>Straight to&#8230;</em> e <em>People</em> sia poco compresa</strong>. In effetti, già i test condotti sulle vecchie versioni del sito avevano evidenziato la scarsa comprensione della differenza (allora veicolata dalle etichette <em>Information about</em> e <em>Information for</em>), e la predilezione per l&#8217;accesso per argomento – <em>Information about</em> (Fuchs 2005 e 2006).</li>
<li>Compattare le opzioni in un unico blocco potrebbe ridurre il <a href="http://lucarosati.it/blog/quando-il-troppo-stroppia">paradosso della scelta</a> e aiutare a concentrare il <a href="http://trovabile.org/articoli/interfacce_a_misura_duomo#focus">fuoco dell&#8217;attenzione</a> (che, sappiamo, è unico) su un&#8217;unica porzione della pagina: quella centrale.</li>
<li>L&#8217;etichetta <em>People</em> potrebbe causare fraintendimenti portando l&#8217;utente a identificarsi nelle varie categorie di pubblico, mentre non è questo il senso. La categoria <em>Young people</em> – ad esempio – non è solo <em>per</em> i giovani, ma per tutti coloro che vogliono informazioni <em>sui</em> giovani.</li>
</ul>
<h2>Il problema della coerenza</h2>
<p>Veniamo dunque all&#8217;altro tema suggerito dal titolo dell&#8217;articolo.</p>
<h3>Coerenza teorica&#8230;</h3>
<p>Secondo la biblioteconomia, una buona classificazione dovrebbe impiegare (per quanto possibile) <strong>un solo criterio di divisione alla volta</strong> (<em>fundamentum divisionis</em>). Se devo classificare dei vini, potrei scegliere di suddividerli o per colore, o per regione di provenienza, o per cantina; ma è importante che ogni livello della classificazione utilizzi un solo criterio: ad es. prima il colore, poi la regione, poi la cantina. Un sistema di questo tipo si dice <strong>coerente</strong>. Un sistema coerente è maggiormente prevedibile: all’utente può  bastare solo la lettura di  alcune classi per dedurre tutte le  altre, rendendo così più rapida l’attività di  comprensione e apprendimento (cf. <a title="Le classificazioni gerarchico-enumerative sul Web e la questione dell'incoerenza" href="http://www.aib.it/aib/contr/marino1.htm#1">Marino 2004</a>).</p>
<p>Avendo fuso insieme Argomenti (<em>Straight to&#8230;</em>) e Persone (<em>People</em>), <strong>la nuova architettura di Directgov risulterebbe incoerente </strong>perché impiega contemporaneamente due criteri di divisione: quello per argomento e quello per persona. Ma&#8230;</p>
<h3>&#8230;e coerenza empirica</h3>
<blockquote><p>In realtà, quando si tratta di insiemi complessi o di vasti domini del sapere, l&#8217;impiego rigoroso di un unico criterio di divisione alla volta è spesso utopico. Perfino gli schemi di classificazione standard usati nelle biblioteche introducono a qualche livello un certo grado di incoerenza. Infatti ogni classificazione ha sì la funzione di fornire un&#8217;organizzazione il più possibile rigorosa (scientifica) di un certo dominio della conoscenza, ma ha soprattutto finalità pratiche (empiriche), serve per risolvere problemi di catalogazione e gestione dell’informazione: essa quindi nasce con il massimo di scientificità possibile, ma giocoforza poi si deve adattare all&#8217;uso, e l&#8217;uso stesso finisce con il tempo per minare la &#8220;purezza&#8221; dell’impianto originale (<a title="Architettura dell'informazione: Trovabiltà dagli oggetti quotidiani al Web" href="http://lucarosati.it/blog/architettura-informazione-trovabilita">Rosati 2007</a>, 11).</p></blockquote>
<p>La coerenza di un sistema di classificazione, quindi, va sempre commisurata a un paradigma empirico: il contesto, gli obiettivi e il pubblico cui è destinata. <strong>Non esistono classificazioni giuste o sbagliate, ma più o meno appropriate a un certo uso</strong> (convenienti allo scopo per cui sono state concepite).</p>
<p>E allora la nuova architettura di Directgov può dirsi comunque coerente – <strong>empiricamente coerente</strong> – se tale architettura soddisfa meglio le esigenze per cui è stata concepita.</p>
<p><em>Il discorso della coerenza si lega anche alla <a title="Voce Hick's law nella Wikipedia" href="http://en.wikipedia.org/wiki/Hick_law">legge di Hick</a>, una formula matematica che esprime il rapporto fra tempo necessario a operare una scelta, numero delle scelte possibile e loro presentazione. Ma su questo tornerò in una prossima puntata.</em></p>
<h2>Per approfondire</h2>
<div class="references">
<h3>Sul web</h3>
<ul>
<li>Fuchs, S. 2005. &#8220;<a href="http://trovabile.org/articoli/architettura-informazione-pubblica-amministrazione">Il modello italiano e il modello britannico di trovabilità nei siti web della pubblica amministrazione</a>&#8220;. <em>Trovabile</em>, 1 novembre.</li>
<li>Marino, V. 2004. &#8220;Classificazioni per il web&#8221;. <em>AIB Web</em>, 12 febbraio, 1: <a href="http://www.aib.it/aib/contr/marino1.htm#1">Le classificazioni gerarchico-enumerative sul Web e la questione  dell&#8217;incoerenza</a>.</li>
<li>Rosati, L. 2009. &#8220;<a href="http://trovabile.org/articoli/architettura-informazione-pa">Architettura dell’informazione per la pubblica amministrazione: Un  riepilogo</a>&#8220;. <em>Trovabile</em>, 29 marzo.</li>
</ul>
<h3>Sulla carta</h3>
<p>Fuchs, S. 2006. &#8220;Caso di studio: Architettura dell&#8217;informazione per i siti della Pubblica Amministrazione&#8221;. In: Gnoli et al. <a href="http://lucarosati.it/blog/organizzare-la-conoscenza">Organizzare la conoscenza: Dalle biblioteche all’architettura dell’informazione per il Web</a>. Tecniche Nuove, 171-192.</p>
</div>
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		<title>User experience arricchite integrando fisico e digitale</title>
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		<pubDate>Sun, 21 Feb 2010 22:30:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Luca</dc:creator>
				<category><![CDATA[Architettura dell'informazione pervasiva]]></category>
		<category><![CDATA[Conferenze]]></category>
		<category><![CDATA[Ubiquitous computing]]></category>
		<category><![CDATA[User experience]]></category>
		<category><![CDATA[Cross-media]]></category>
		<category><![CDATA[cultura senza barriere]]></category>

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		<description><![CDATA[Internet non è un luogo ma uno strato integrato nel mondo intorno a noi - sostiene l'Institute for the future. Come sfruttare questa compenetrazione per arricchire la user experience?]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h2>Architettura dell’informazione e user experience</h2>
<p>Come sfruttare l&#8217;architettura dell&#8217;informazione per arricchire l&#8217;esperienza utente in ambienti integrati, fondendo fisico e digitale. Questo è l&#8217;argomento dell&#8217;intervento che ho tenuto a <a href="http://www.culturasenzabarriere.org/">Cultura senza barriere</a> (Padova, 18-20 febbraio).</p>
<h3>Trailer</h3>
<p><object type="application/x-shockwave-flash" data="http://www.youtube.com/v/C5b0uxuQ-zg" width="500" height="400"><param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/C5b0uxuQ-zg" /></object></p>
<h3>Abstract</h3>
<p><a href="http://www.culturasenzabarriere.org/2009/11/arricchire-l%E2%80%99esperienza-utente-integrando-fisico-e-digitale-architettura-dell%E2%80%99informazione-e-user-experience/">Abstract dell&#8217;intervento</a>.</p>
<h3>Slidecast</h3>
<p><a href="http://www.slideshare.net/CulturaSenzaBarriere/architettura-dellinformazione-e-user-experience-3229167" title="Architettura dell&#39;informazione e user experience">Architettura dell&#39;informazione e user experience</a><br />
<object width="425" height="355" data="http://static.slidesharecdn.com/swf/ssplayer2.swf?doc=csb-2010-100219191343-phpapp02&#038;stripped_title=architettura-dellinformazione-e-user-experience-3229167"><param name="movie" value="http://static.slidesharecdn.com/swf/ssplayer2.swf?doc=csb-2010-100219191343-phpapp02&#038;stripped_title=architettura-dellinformazione-e-user-experience-3229167" /><param name="allowFullScreen" value="true"/><param name="allowScriptAccess" value="always"/></object><br />
<small>View more <a href="http://www.slideshare.net/">presentations</a> from <a href="http://www.slideshare.net/CulturaSenzaBarriere">Cultura Senza Barriere</a></small></p>
<h2>Per saperne di più</h2>
<ul class="references">
<li><a href="http://lucarosati.it/blog/category/architettura-informazione-pervasiva">Architettura dell&#8217;informazione pervasiva</a>: una raccolta di link sull&#8217;argomento</li>
<li><a href="http://pervasiveia.com/">Pervasive Information Architecture</a>: un libro sul tema.</li>
</ul>
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		<title>Cultura senza barriere: slidecast</title>
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		<pubDate>Sat, 20 Feb 2010 22:00:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Luca</dc:creator>
				<category><![CDATA[Architettura dell'informazione pervasiva]]></category>
		<category><![CDATA[Conferenze]]></category>
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		<category><![CDATA[User experience]]></category>

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		<description><![CDATA[Slidecast (slide e podcast) dell'intervento che ho tenuto a Cultura senza barriere: Arricchire l’esperienza utente integrando fisico e digitale - Architettura dell’informazione e user experience.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Una versione più completa di quest&#8217;articolo è disponibile a:</p>
<p><a href="http://lucarosati.it/blog/user-experience-arricchite">http://lucarosati.it/blog/user-experience-arricchite</a>.</p>
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		</item>
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		<title>La classificazione fatta dai cittadini: il caso Trentinosociale.it</title>
		<link>http://lucarosati.it/blog/trentinosociale</link>
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		<pubDate>Mon, 25 Jan 2010 10:15:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Luca</dc:creator>
				<category><![CDATA[Architettura dell'informazione web]]></category>
		<category><![CDATA[Case study]]></category>
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		<category><![CDATA[card sorting]]></category>
		<category><![CDATA[design partecipativo]]></category>
		<category><![CDATA[free listing]]></category>
		<category><![CDATA[trentinosociale.it]]></category>
		<category><![CDATA[user centered design]]></category>

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		<description><![CDATA[Trentinosociale.it è un esempio di architettura informativa derivata combinando tecniche di classificazione dal basso (mediante test con utenti) e tecniche di categorizzazione dall'alto (modelli standard di ambito bibliotecario). Trovabile pubblica il caso studio dettagliato.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<blockquote><p>D&#8217;accordo con l&#8217;editore, mettiamo qui a disposizione per il download l&#8217;articolo apparso con lo stesso titolo nel volume <em>Rete Pubblica: Il dialogo tra Pubblica Amministrazione e cittadino: Linguaggi e architettura dell’informazione</em> (a cura di Federica Venier, Guerra, 125-156).</p>
<p>[...] La complessità del progetto e la sensibilità del committente ci hanno permesso di impiegare in modo bilanciato quei metodi e strumenti che auspicabilmente ogni attività di architettura dell&#8217;informazione e user experience design dovrebbe sfruttare. Così, Trentinosociale continua ad essere per noi un&#8217;esperienza di particolare qualità, tanto da assumere valore di modello di riferimento.</p>
</blockquote>
<p class="references"><a href="http://trovabile.org/articoli/trentinosociale">La classificazione fatta dai cittadini: Il caso Trentinosociale.it</a></p>
]]></content:encoded>
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		</item>
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		<title>Vertigine della lista</title>
		<link>http://lucarosati.it/blog/vertigine-della-lista</link>
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		<pubDate>Sun, 20 Dec 2009 23:01:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Luca</dc:creator>
				<category><![CDATA[Classificazione]]></category>
		<category><![CDATA[Libri]]></category>
		<category><![CDATA[coerenza]]></category>
		<category><![CDATA[liste]]></category>
		<category><![CDATA[millefoglie]]></category>
		<category><![CDATA[pile-cabinet]]></category>

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		<description><![CDATA[In base a quale criterio suddividiamo un insieme di oggetti in classi? O in base a quale lista di caratteristiche definiamo un'entità? Il nuovo libro di Umberto Eco sceglie un taglio originalissimo per esplorare i problemi ancestrali di ogni classificazione.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://bompiani.rcslibri.corriere.it/bompiani/libro/6345_vertigine_della_lista_eco.html"><img class="alignnone size-full wp-image-1391" src="http://lucarosati.it/cms/wp-content/uploads/2010/01/vertigine-lista.jpg" alt="" width="130" height="173" /></a></p>
<p>Gli oggetti in serie e le serie in genere esercitano da sempre su di me un fascino irresistibile. Ecco perché il nuovo libro di Umberto Eco, <a href="http://bompiani.rcslibri.corriere.it/bompiani/libro/6345_vertigine_della_lista_eco.html">Vertigine della lista</a>, mi ha subito catturato. E fornito quasi intellettuale conforto alla mia insana mania: perché dedicare un intero volume alle liste?</p>
<p>Al di là delle personali passioni (anche Eco confessa la sua inclinazione all&#8217;enumerazione), la <strong>lista</strong> costituisce indiscutibilmente la <strong>prima forma di organizzazione e classificazione</strong>. Richiamando da vicino il modo più spontaneo con cui organizziamo i documenti sul nostro tavolo da lavoro: quello mediante pile (o <a href="http://platypuswiki.sourceforge.net/whatis/inspirational/cooper.html">pile cabinet</a>, come lo chiama Donald Norman giocando sull&#8217;inglese <em>file cabinet</em> = archivio).</p>
<p>Ma il libro di Eco è di particolare interesse perché si sofferma sul lato oscuro delle liste, quelle che sfuggono al controllo fino a scivolare nell&#8217;enumerazione caotica, apparentemente violando ogni regola di ordine (tanto per restare in tema di mania). In effetti, il cuore di questa ricerca riguarda uno dei problemi ancestrali di ogni classificazione.</p>
<blockquote><p>Il sogno di ogni filosofia e ogni scienza sin dalle origini greche è stato quello di conoscere e <strong>definire le cose per essenza</strong>, e sin da Aristotele la definizione per essenza è stata quella capace di definire una data cosa come individuo di una data specie e questa a sua volta come elemento di un dato genere.</p>
<p>[...] Se ci pensiamo bene questo è lo stesso procedimento che segue la tassonomia moderna quando definisce la tigre o l&#8217;ornitorinco. Naturalmente il sistema delle classi e sottoclassi è più complicato, per cui la tigre apparterrebbe alla specie Felis Tigris, del genere Felis, famiglia dei Felidi, subordine dei Fissipedi, ordine dei Carnivori, sottoclasse dei Placentalia, classe dei Mammiferi; e l&#8217;ornitorinco apparterrebbe a una famiglia di mammiferi monotremi.</p>
<p>Ma, dalla sua scoperta in avanti, prima di definire l&#8217;ornitorinco come mammifero monotremo ci sono voluti ottant&#8217;anni, nel corso dei quali si è dovuto decidere come e dove classificarlo, e sino a quel momento esso è restato, inquietantemente, qualcosa di grande come una talpa, con occhi piccoli, le zampe anteriori che presentavano quattro artigli ed erano unite da una membrana, più grande di quella che univa gli artigli delle zampe posteriori, la coda, il becco di un&#8217;anatra, le zampe con cui nuotava e che usava anche per scavarsi la tana, la capacità di far uova e quella di nutrire i propri piccoli col latte delle sue mammelle.</p>
<p>[...] D&#8217;altra parte se un bambino chiede alla mamma che cosa e come sia una tigre, la mamma difficilmente risponderebbe che è un mammifero dei placentalia o un carnivoro fissipede, ma direbbe piuttosto che è una bestia feroce che sembra un gatto ma è più grosso, è agilissima, gialla e striata di nero, vive nella giungla, all&#8217;occorrenza è mangiatrice d&#8217;uomini, e così via.</p>
<p>[...] La realtà è che noi <strong>non diamo, se non raramente, definizioni per essenza, ma più sovente per lista di proprietà</strong>. Ed ecco che pertanto tutti gli elenchi che definiscono qualcosa attraverso una serie non finita di proprietà, anche se apparentemente vertiginosi, sembrano approssimarsi maggiormente al modo in cui nella vita quotidiana (e non nei dipartimenti scientifici) definiamo e riconosciamo le cose (pp. 217-221, grassetto mio).</p></blockquote>
<h2>Information design</h2>
<p>Il libro è fra l&#8217;altro anche un bell&#8217;esempio di information design, con una elegante <a href="http://lucarosati.it/blog/architetture-millefoglie-2">architettura millefoglie</a>. Da leggere per intero se si è onnivori, oppure da spizzicare qua e là, o ancora da consultare come una sorta di enciclopedia (ogni capitolo funziona piuttosto bene anche autonomamente). Anche lo stile è adeguato ai diversi appetiti, e adatto tanto all&#8217;esperto quanto al novizio; tanto al filosofo o al semiologo quanto all&#8217;architetto dell&#8217;informazione – con uno stile essenziale e poco accademico a metà fra saggio e romanzo.</p>
<p>Ogni capitolo è così composto:</p>
<ol>
<li>una sintetica ma efficacissima introduzione al tema</li>
<li>un ricco apparato iconografico sull&#8217;argomento</li>
<li>un&#8217;antologia di testi letterari.</li>
</ol>
<p>Un libro – almeno da prendere in mano in libreria – per chiunque a qualunque titolo lavori nel settore della gestione dell&#8217;informazione.</p>
<ul class="references">
<li><a href="http://bompiani.rcslibri.corriere.it/bompiani/libro/6345_vertigine_della_lista_eco.html">Scheda del libro</a> nel sito dell&#8217;editore</li>
<li><a href="http://www.rai.tv/dl/RaiTV/programmi/media/ContentItem-84905fa1-bfd5-41eb-9be6-32175b45e0fa.html">Intervista ad Eco</a> (Che tempo che fa, trasmissione del 13.12.2009)</li>
</ul>
<h2>Per approfondire</h2>
<h3>Sul web</h3>
<ul>
<li><a href="http://www.apogeonline.com/webzine/1999/04/28/01/199904280101">Yahoo!, Umberto Eco e l&#8217;Ornitorinco</a></li>
<li><a href="http://trovabile.org/articoli/faccette_web_semantico_ornitorinco">Le faccette, il web semantico e l’ornitorinco</a></li>
<li><a href="http://lucarosati.it/blog/architetture-millefoglie-2">Architetture millefoglie 2</a></li>
</ul>
<h3>Sulla carta</h3>
<ul>
<li>Eco, U. 1997. <a href="http://bompiani.rcslibri.corriere.it/bompiani/libro/2868_kant_e_l_ornitorinco_eco.html">Kant e l&#8217;ornitorinco</a>. Bompiani.</li>
<li>Eco, U. 2007. <a href="http://bompiani.rcslibri.corriere.it/bompiani/libro/5902_dall_albero_al_labirinto_studi_eco.html">Dall&#8217;albero al labirinto: Studi storici sul segno e l&#8217;interpretazione</a>. Bompiani.</li>
</ul>
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		<title>Information architecture for ubiquitous ecologies</title>
		<link>http://lucarosati.it/blog/ubiquitous-ecologies</link>
		<comments>http://lucarosati.it/blog/ubiquitous-ecologies#comments</comments>
		<pubDate>Sun, 22 Nov 2009 23:03:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Luca</dc:creator>
				<category><![CDATA[Architettura dell'informazione pervasiva]]></category>
		<category><![CDATA[Conferenze]]></category>
		<category><![CDATA[Ubiquitous computing]]></category>
		<category><![CDATA[User experience]]></category>
		<category><![CDATA[Cross-media]]></category>
		<category><![CDATA[ecosistemi]]></category>
		<category><![CDATA[Mixed reality system]]></category>
		<category><![CDATA[Pervasive IA]]></category>

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		<description><![CDATA[Arricchire l’esperienza utente progettando architetture informative capaci di abbracciare differenti media e contesti, integrando fisico e digitale: un approccio olistico all’interazione uomo-informazione.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://doi.acm.org/10.1145/1643823.1643859">Information architecture for ubiquitous ecologies</a> è il titolo dell&#8217;intervento che ho presentato con <a href="http://andrearesmini.com/">Andrea Resmini</a> alla International <abbr title="Association for Computing Machinery">ACM</abbr> <a href="http://sigappfr.acm.org/MEDES/09/">Conference on Management of Emergent Digital EcoSystems</a> (Lione, 27-30 ottobre 2009). L&#8217;intervento riprende e approfondisce una serie di riflessioni sull&#8217;<a href="/risorse/architettura-informazione-pervasiva">architettura dell&#8217;informazione pervasiva</a> già anticipate in questo blog (l&#8217;architettura dell&#8217;informazione pervasiva è un&#8217;estensione oltre il web dell&#8217;architettura dell&#8217;informazione).</p>
<h2>Cosa sono le &#8220;ubiquitous ecologies&#8221;?</h2>
<blockquote><p>We define ubiquitous ecologies as emergent systems where <strong>old and new media</strong> and <strong>physical and digital environments</strong> are designed, delivered, and experienced as a seamless whole. They share a characteristic of pervasiveness with ubiquitous computing and the systemic nature of media ecologies, and the emergent nature Greenfield associates with “everyware” [...]</p>
<p>The design of such ecologies is a challenge for information architecture (p. 197).</p></blockquote>
<h2>Il problema di fondo</h2>
<blockquote><p>many tasks we perform every day not only constantly require us to move <strong>between different media</strong>, but actually have us move <strong>from the digital to the physical environment and back</strong>. This is having a profound impact in the way the traditional disciplines of information retrieval and human­-computer interaction are approached today (p. 196).</p></blockquote>
<h2>La sfida per l&#8217;architettura dell&#8217;informazione</h2>
<blockquote><p>Since information architecture relies on principles <strong>largely independent from any specific medium or practice</strong>, it provides a flexible but solid conceptual model for the <strong>design of cross-context interaction</strong> models which span different media and environments, and hence is capable to provide a constant cognitive framework throughout the whole interaction process. To do this, information architecture has to undergo two different evolutionary changes:</p>
<ol>
<li><abbr title="Information Architecture">IA</abbr> is not be limited anymore to taxonomies and Web design. As information moves to physical spaces, IA is used to design the entire range of shared informational spaces, places, services, and processes;</li>
<li>IA becomes the connector between different media and different contexts, providing a logic and experiential continuity to products and services which more and more span the digital and physical environments (p. 198).</li>
</ol>
</blockquote>
<h2>Download</h2>
<p class="references">Resmini, A. and L. Rosati. 2009. <a href="http://doi.acm.org/10.1145/1643823.1643859">Information architecture for ubiquitous ecologies</a>. Proceedings of the International ACM Conference on Management of Emergent Digital EcoSystems, 196-199.<br />
<small>Also available in html at: <a href="http://andrearesmini.com/blog/ia-for-ubiquitous-ecologies">http://andrearesmini.com/blog/ia-for-ubiquitous-ecologies</a></small></p>
<h2>Per approfondire</h2>
<p class="references">Raccolta di risorse sul tema, in questo sito: <a href="/risorse/architettura-informazione-pervasiva">Architettura dell&#8217;informazione pervasiva</a>.</p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Molto più di un prodotto: un&#8217;intera esperienza</title>
		<link>http://lucarosati.it/blog/dal-prodotto-al-servizio</link>
		<comments>http://lucarosati.it/blog/dal-prodotto-al-servizio#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 26 Oct 2009 21:45:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Luca</dc:creator>
				<category><![CDATA[Case study]]></category>
		<category><![CDATA[User experience]]></category>
		<category><![CDATA[Complessità]]></category>
		<category><![CDATA[Cross-media]]></category>
		<category><![CDATA[ecosistemi]]></category>
		<category><![CDATA[service design]]></category>

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		<description><![CDATA[Il valore si sposta dal prodotto al servizio. Lo dimostrano ecosistemi innovativi come iTunes di Apple, Kindle di Amazon, la catena editoriale di Rosenfeld Media. E un negozio di giocattoli di Copenhagen.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Su Apogeonline prosegue il nostro viaggio sulle influenze che la cross-medialità, il web 2.0 e l&#8217;ibridazione fisico-digitale stanno avendo sul design, in particolare sull&#8217;architettura dell&#8217;informazione e la user experience.</p>
<p>Stavolta l&#8217;obiettivo è puntato sull&#8217;evoluzione <strong>dall&#8217;artefatto al processo, dal prodotto all&#8217;esperienza</strong>.</p>
<blockquote cite="http://www.apogeonline.com/webzine/2009/10/26/molto-piu-di-un-prodotto-unintera-esperienza"><p>
Gaia ha nove anni e una passione incontenibile per gli animali di peluche. Quando siamo stati a Copenhagen [...] è stata d&#8217;obbligo la visita al negozio Build-a-Bear. Ora, molti negozi vendono peluche. Alcuni sono più specializzati, altri meno, alcuni offrono marche più prestigiose, altri meno conosciute. Ma Build-a-bear [...] è diverso. È diverso perché non si limita a vendere un prodotto (il peluche) ma un&#8217;intera esperienza.
</p></blockquote>
<p class="references"><a href="http://www.apogeonline.com/webzine/2009/10/26/molto-piu-di-un-prodotto-unintera-esperienza">Molto più di un prodotto: un&#8217;intera esperienza &#8211; Dall&#8217;artefatto al processo</a></p>
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		</item>
		<item>
		<title>Consiglio regionale dell&#8217;Umbria: online il nuovo sito</title>
		<link>http://lucarosati.it/blog/consiglio-regionale-umbria</link>
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		<pubDate>Sun, 25 Oct 2009 22:45:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Luca</dc:creator>
				<category><![CDATA[Architettura dell'informazione web]]></category>
		<category><![CDATA[Case study]]></category>
		<category><![CDATA[Consiglio Regionale dell'Umbria]]></category>
		<category><![CDATA[paradosso della scelta]]></category>
		<category><![CDATA[Processi interni]]></category>
		<category><![CDATA[Pubblica Amministrazione]]></category>

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		<description><![CDATA[Design partecipativo con test lungo tutto il ciclo del progetto, architettura dell'informazione modellata sui processi, adozione di tecnologie opensource: sono fra i tratti più caratterizzanti del nuovo sito del Consiglio regionale dell'Umbria.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>È online il nuovo sito internet del Consiglio regionale dell&#8217;Umbria <a href="http://www.consiglio.regione.umbria.it">consiglio.regione.umbria.it</a>.</p>
<h2>Cosa</h2>
<p>Questi gli aspetti salienti del <a href="/blog/architettura-informazione-e-processi-interni">progetto</a>, già presentato da Andrea Giottoli al recente Summit italiano di architettura dell&#8217;informazione di Forlì:</p>
<ul>
<li>impiego delle metodologie standard dello <strong>user centered design</strong> e del design partecipativo, con test lungo tutto il ciclo della progettazione e coinvolgimento continuo degli stakeholder</li>
<li>modellamento dell&#8217;<strong>architettura dell&#8217;informazione</strong> sui processi interni del Consiglio regionale</li>
<li>progettazione e sviluppo perlopiù interni alla struttura, con forte abbattimento dei costi</li>
<li>adozione della piattaforma <strong>opensource</strong> <a href="http://drupal.org/">Drupal</a> come <abbr title="Content Management System">CMS</abbr></li>
<li>personalizzazione di Drupal per garantire l&#8217;<strong>accessibilità</strong> sia del front-end sia del back-end (le porzioni di codice modificate saranno rilasciate in regime opensource e messe a disposizione della comunità).</li>
</ul>
<h2>Come</h2>
<p>Pochi e chiari cancelli (tre in tutto) forniscono l&#8217;accesso ai contenuti del nuovo sito: </p>
<ul>
<li>Leggi e atti consiliari</li>
<li>Informazione e partecipazione</li>
<li>Il Consiglio</li>
</ul>
<blockquote cite="http://www.consiglio.regione.umbria.it/informazione-e-partecipazione/2009/10/21/comunicazione-la-democrazia-elettronica-come-strumento-di-p"><p>
Ognuna di queste rappresenta un percorso concettuale che aiuta l&#8217;utente ad orientarsi verso ciò che sta cercando, anche se non conosce il luogo esatto in cui trovarlo. Da ognuna delle aree ci si può muovere &#8220;in verticale&#8221;, per approfondire quanto si è trovato, o &#8220;in orizzontale&#8221;, provando ad avvicinarsi alle informazioni attraverso collegamenti trasversali (<a href="http://www.consiglio.regione.umbria.it/informazione-e-partecipazione/2009/10/21/comunicazione-la-democrazia-elettronica-come-strumento-di-p">Comunicato stampa</a>).
</p></blockquote>
<h2>Per approfondire</h2>
<ul class="references">
<li>Giottoli, A. <a href="http://lucarosati.it/download/giottoli-crumbria.pdf">Riprogettazione del sito web del Consiglio regionale dell&#8217;Umbria [paper]</a></li>
<li>Giottoli, A. <a href="http://lucarosati.it/download/giottoli-crumbria.pps">Riprogettazione del sito web del Consiglio regionale dell&#8217;Umbria [slide]</a></li>
<li>Tele <abbr title="Consiglio Regionale dell'Umbria">CRU</abbr>. <a href="http://www.telecru.it/show_f.asp?media=servizio_nuovo_sito">Notiziario del Consiglio regionale: Speciale nuovo sito</a></li>
<li>Rosati, L. <a href="http://trovabile.org/articoli/architettura-informazione-pa">Architettura dell&#8217;informazione per la pubblica amministrazione: Un riepilogo</a></li>
</ul>
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		</item>
		<item>
		<title>Bridging media: verso un&#8217;architettura dell&#8217;informazione ecologica e ubiqua</title>
		<link>http://lucarosati.it/blog/bridging-media</link>
		<comments>http://lucarosati.it/blog/bridging-media#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 29 Sep 2009 22:45:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Luca</dc:creator>
				<category><![CDATA[Architettura dell'informazione pervasiva]]></category>
		<category><![CDATA[Conferenze]]></category>
		<category><![CDATA[Ubiquitous computing]]></category>
		<category><![CDATA[User experience]]></category>
		<category><![CDATA[Complessità]]></category>
		<category><![CDATA[Cross-media]]></category>
		<category><![CDATA[ecosistemi]]></category>

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		<description><![CDATA[Cosa lega architettura dell'informazione e user experience in uno scenario complesso come quello attuale? E che impatto hanno su entrambe i fenomeni dell'ubiquitous computing e della cross-medialità?]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><object width="425" height="355" data="http://static.slidesharecdn.com/swf/ssplayer2.swf?doc=bridging-media-090925053816-phpapp01&#038;stripped_title=bridging-media"><param name="movie" value="http://static.slidesharecdn.com/swf/ssplayer2.swf?doc=bridging-media-090925053816-phpapp01&#038;stripped_title=bridging-media" /><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowScriptAccess" value="always" /></object></p>
<p>Questi i temi dell&#8217;intervento che ho tenuto con Andrea Resmini al Quinto summit europeo di architettura dell&#8217;informazione (tenutosi a Copenhagen il 25 e 26 settembre scorsi): <a href="http://www.euroia.org/Programme.aspx#bridging_media">Bridging Media: Information Architecture for Ubiquitous Ecologies</a>.</p>
<p>Si è dibattuto spesso sul rapporto fra architettura dell&#8217;informazione e user experience:</p>
<ul>
<li>l&#8217;<strong>architettura dell&#8217;informazione</strong> è certamente uno dei mattoni che concorrono a definire l&#8217;esperienza utente (insieme ad altri aspetti)</li>
<li>la <strong>user experience</strong> oggi è sempre più spesso un processo che abbraccia mezzi e contesti eterogenei (tv, carta, web; ambienti fisici, digitali, mobili).</li>
</ul>
<p>Facciamo un esempio: l&#8217;acquisto di un bene o servizio comincia molto prima e finisce molto dopo l&#8217;atto d&#8217;acquisto propriamente detto.</p>
<ul>
<li>Ascolto una pubblicità in <strong>televisione</strong>, o leggo un annuncio in una rivista</li>
<li>ricerco e approfondisco la notizia nel <strong>web</strong></li>
<li>decido l&#8217;acquisto e mi reco in un <strong>punto vendita</strong></li>
<li>torno a casa, scarto e leggo le <strong>istruzioni</strong> o provo a usare subito il nuovo prodotto</li>
<li>se è un prodotto elettronico forse dovrò collegarlo ad <strong>altri dispositivi</strong> ecc.</li>
</ul>
<p>È evidente allora che l&#8217;esperienza utente è definita da tutte queste azioni nel loro insieme. È cioè un <strong>processo</strong>. Il prodotto o servizio al centro di questo processo è quindi l&#8217;anello di una catena più ampia e complessa: la sua <strong>user experience</strong> non è legata perciò soltanto al bene medesimo, né si esaurisce con l&#8217;atto d&#8217;acquisto.</p>
<p>Se quindi le nostre esperienze sono oggi sempre più <strong>ecologiche</strong> (cioè complesse, sistemiche) e cross-mediali, come tali andrebbero progettate e realizzate. In realtà, a questo intreccio nella prassi non ne corrisponde uno sul piano del design: le tessere del mosaico non sempre si ricompongono e sono spesso concepite in modo isolato fra loro.</p>
<p>L&#8217;architettura dell&#8217;informazione può ricucire questo strappo proprio perché cross-mediale per sua stessa natura, perché poggia cioè su <a href="/blog/architettura-informazione-trovabilita">principi indipendenti</a> dal mezzo e dal contesto a cui si applicano. Inoltre, la natura sempre più pervasiva e ubiqua dell&#8217;informazione rende oggi l&#8217;architettura dell&#8217;informazione un fattore chiave in qualunque forma di design.</p>
<ul class="references">
<li><a href="http://www.slideshare.net/resmini/bridging-media" title="Bridging Media: Information Architecture for Ubiquitous Ecologies - Slide">Slide</a></li>
<li><a href="http://www.euroia.org/Programme.aspx#bridging_media" title="Bridging Media: Information Architecture for Ubiquitous Ecologies - Abstract">Abstract</a></li>
</ul>
<ul class="references">
<li><a href="http://andrearesmini.com/blog/bridging-media">sintesi nel sito Andrea Resmini</a></li>
<li><a href="http://johnnyholland.org/2009/09/26/euroia-09-report-day-1/">sintesi nel sito Johnny Holland</a></li>
<li><a href="http://www.apogeonline.com/webzine/2009/06/16/la-cross-medialita-e-il-remix-delle-esperienze">La cross-medialità e il remix delle esperienze</a>, un precedente articolo su Apogeonline che anticipava le tesi di fondo dell&#8217;intervento.</li>
</ul>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Architetture millefoglie 2</title>
		<link>http://lucarosati.it/blog/architetture-millefoglie-2</link>
		<comments>http://lucarosati.it/blog/architetture-millefoglie-2#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 15 Sep 2009 23:30:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Luca</dc:creator>
				<category><![CDATA[Architettura dell'informazione web]]></category>
		<category><![CDATA[Case study]]></category>
		<category><![CDATA[Metodi]]></category>
		<category><![CDATA[User experience]]></category>
		<category><![CDATA[architettura della pagina]]></category>
		<category><![CDATA[microarchitettura]]></category>
		<category><![CDATA[millefoglie]]></category>
		<category><![CDATA[tab]]></category>

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		<description><![CDATA[Elsevier, Springer, Encyclopedia of Life: tre casi rivelano come potenziare il valore di un contenuto adottando architetture non-lineari. Un'organizzazione a strati o livelli permette infatti di esaltare tutte le componenti di un item complesso, migliorando l'esperienza utente.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h2>In breve</h2>
<p>A ciascuno il suo! Il suo contenuto, o meglio: il suo strato. Quello più rispondente ai propri gusti e alle proprie necessità. È questa la logica del contenuto ideale, non solo sul web ma anche sulla carta. Scomporre i contenuti complessi in più strati, oppure comporre elementi collegati in un millefoglie.</p>
<p>Ne avevo già parlato nell&#8217;articolo di febbraio: <a href="http://lucarosati.it/blog/architetture-millefoglie-tab">Architetture millefoglie, ovvero: tab che passione</a>. Alcuni progetti recenti non solo confermano la validità di questa strategia, ma suggeriscono anche come questa stia diventando una tendenza, di molti editori ad esempio.</p>
<h2>Elsevier e Cell Press</h2>
<p>Il progetto <a href="http://beta.cell.com/index.php/2009/07/article-of-the-future/">Article of the Future</a> lanciato da Elsevier e Cell Press va proprio in questa direzione:</p>
<p><a href="http://lucarosati.it/cms/wp-content/uploads/2009/09/article-future.png"><img src="http://lucarosati.it/cms/wp-content/uploads/2009/09/article-future-300x255.png" alt="" width="300" height="255" class="alignnone size-medium wp-image-1159" /></a></p>
<blockquote lang="en" cite="http://beta.cell.com/index.php/2009/07/article-of-the-future/"><p>
Article of the Future is an ongoing collaboration with the scientific community to redefine how the scientific article is presented online. The project’s goal is [...] allowing readers individualized entry points and routes through the content [...]</p>
<p>This organizational structure is a significant <strong>departure from the linear-based organization</strong> of a traditional print-based article in incorporating the core text and supplemental material within a single unified structure.
</p></blockquote>
<p>I punti chiave del progetto:</p>
<blockquote lang="en" cite="http://beta.cell.com/index.php/2009/07/article-of-the-future/">
<ul>
<li><strong>layers</strong> of content based on [readers different] level of expertise and interest [...]</li>
<li>A graphical <strong>abstract</strong> allows readers to quickly gain an understanding of the main take-home message of the paper [...]</li>
<li>Research <strong>highlights</strong> provide a bulleted list of the key results of the article [...]</li>
<li>A <strong>figure</strong> that contains clickable areas so that it can be <strong>used as a navigation mechanism</strong> to directly access specific sub-sections of the results and figures.</li>
<li>Integrated <strong>audio and video</strong> let authors present the context of their article via an interview or video presentation [...]</li>
<li>A new approach to displaying <strong>figures</strong> allows the reader to identify quickly which figures they are interested in and then drill down through related supplemental figures [...]</li>
<li>Real-time reference analyses provide a rich environment to explore the content of the article via the list of <strong>citations</strong>.</li>
</ul>
</blockquote>
<h2>Encyclopedia of Life</h2>
<p><a href="http://lucarosati.it/cms/wp-content/uploads/2009/09/eol.png"><img src="http://lucarosati.it/cms/wp-content/uploads/2009/09/eol-300x517.png" alt="" width="300" height="517" class="alignnone size-medium wp-image-1162" /></a></p>
<p>Anche le voci della <a href="http://www.eol.org/">Encyclopedia of Life</a> sono un esempio molto elegante di architettura del contenuto, stratificazione e lottizzazione: tab, indici, personalizzazione del contenuto, correlazioni.</p>
<h2>Springer Images</h2>
<p>Il progetto <a href="http://www.springerimages.com/">Springer Images</a> è un modo per rendere accessibili i contenuti di libri o articoli in forma alternativa: attraverso le loro immagini. Per ciascuna figura abbiamo:</p>
<p><a href="http://lucarosati.it/cms/wp-content/uploads/2009/09/springer-images.png"><img src="http://lucarosati.it/cms/wp-content/uploads/2009/09/springer-images-300x190.png" alt="" width="300" height="190" class="alignnone size-medium wp-image-1178" /></a></p>
<ul>
<li>Caption</li>
<li>Extracts from this Article</li>
<li>Image Source Details</li>
<li>Other Images from this Article</li>
<li>Copyright Information</li>
<li>Keywords.</li>
</ul>
<h2>Finale letterario</h2>
<blockquote cite="http://italy.poetryinternationalweb.org/piw_cms/cms/cms_module/index.php?obj_id=3548"><p>
Ho la mente coltivata<br />
come una piantagione.<br />
A seconda del seme<br />
il suolo si colora<br />
e come nella lingua<br />
ogni zona ha un sapore.<br />
- <a href="http://italy.poetryinternationalweb.org/piw_cms/cms/cms_module/index.php?obj_id=3548">Valerio Magrelli</a>
</p></blockquote>
<ul class="references">
<li>Elsevier e Cell Press, <a href="http://beta.cell.com/index.php/2009/07/article-of-the-future/">Article of the Future</a></li>
<li><a href="http://www.eol.org/">Encyclopedia of Life</a></li>
<li><a href="http://www.springerimages.com/">Springer Images</a></li>
</ul>
]]></content:encoded>
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	</channel>
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