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Architettura dell’informazione: Trovabiltà dagli oggetti quotidiani al Web

Fornire linee guida per l’architettura dell’informazione è l’obiettivo di questo libro. Abbracciando una visione allargata di architettura dell’informazione, il libro ne analizza l’applicazione non soltanto al web ma a molteplici contesti dell’interazione uomo-informazione, sia fisici sia digitali.

Cosa

Architettura dell'informazioneIl volume analizza alcune linee guida (euristiche) di architettura dell’informazione utili sia per progettare sia per valutare sistemi informativi complessi.

Non solo in contesti digitali ma anche in quelli fisici (punti vendita, musei, aeroporti…). Di più: proprio perché queste euristiche sono trasversali ai vari contesti dell’interazione uomo-informazione, l’obiettivo del libro è proporre un modello unificato di architettura dell’informazione, a cavallo dei diversi ambiti dell’agire quotidiano, da quelli fisici a quelli digitali. Fungendo da collante fra questi contesti, il modello assicura una continuità nel passaggio dall’uno all’altro, cosicché gli utenti non dovranno apprendere ogni volta uno schema d’interazione differente.

Il concetto di architettura dell’informazione, infatti, non è proprio solo del web ma di ogni scenario del nostro agire quotidiano, e diviene tanto più cruciale quanto più densa e complessa è l’informazione che pervade tali contesti.

Il libro spazia perciò dai modelli organizzativi della letteratura, del cinema e del teatro a quelli dei punti vendita, da quelli del software e del Web a quelli urbani e sociali (come la classificazione delle droghe).

Come

Ogni capitolo segue uno schema standard: un inquadramento teorico-metodologico del tema di volta in volta affrontato, a cui segue l’analisi di alcuni casi studio riguardanti sia lo spazio fisico o sociale (punti vendita, prodotti enogastronomici ecc.) sia quello digitale (siti web o software).

La mescolanza dei saperi e delle discipline è una sorta di regola aurea di questo libro. Si va dalla letteratura (con Ariosto, Borges, Sanguineti) al cinema e al teatro (con Tarantino e Ronconi); dalla linguistica alla filosofia del linguaggio e della scienza (Lakoff, Foucault, Lakatos, Feyerabend); dalle scienze cognitive all’architettura dell’informazione (ovviamente). Il tutto con un obiettivo ben preciso: indagare queste diverse realtà dal punto di vista dell’organizzazione dell’informazione e della trovabilità.

Perché

Il senso e il motivo ispiratore di questo libro è ben sintetizzato da queste parole di Morville:

l’architettura dell’informazione si estende ben oltre le tassonomie e il Web. […] Questo è il motivo […] per ampliare la nostra disciplina verso l’intera varietà di spazi informativi condivisi. Spazi digitali (ad es. software, siti web); fisici (ad es. musei, biblioteche, ospedali); procedurali (ad es. flussi di informazione nei processi lavorativi) – Peter Morville.

Anche nel contesto più ampio del design si stanno affacciando riflessioni ed esperienze che sembrano tracciare una nuova rotta: ben oltre lo stereotipo del design come abbellimento, il design diviene progettazione o ripensamento dell’intera azienda – in una parola di interi processi in tutta la loro complessità.

Sterling, nel suo bellissimo libro La forma del futuro, sostiene un design procedurale e narrativo, che dal singolo oggetto si sposta verso i processi e le relazioni uomo-artefatto, uomo-informazione. Una dimensione ecologica, olistica del design.

Nell’ambito di un design di terza generazione inteso come progettazione di processi, l’architettura dell’informazione si pone come possibile collante fra i vari contesti di interazione uomo-informazione, da quelli fisici a quelli digitali e viceversa.

Recensioni

Scheda nel sito dell’editore

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