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Quando il troppo stroppia. Windows Vista e il paradosso della scelta

Un eccessivo aumento di opzioni in un menu, specie quando la loro differenza semantica non sia netta, provoca un aumento del tempo di reazione dell’utente e quindi un aumento dello stress cognitivo.

A cosa stava pensando il team di progettisti di interfaccia quando ha progettato il menu di uscita da Windows Vista?

Se lo chiede Joel Spolsky, facendo notare che in Windows Vista l’uscita dal sistema prevede  nove opzioni, due icone e sette item testuali (Cambia utente, Log Off, Blocca, Iberna etc.). Per par condicio, il blog di Wired Cult of Mac (che recensisce l’articolo di Spolsky) nota che anche Mac OSX non è immune da difetti, con ben quattro opzioni (Riavvia, Stop, Annulla, Spegni).

Coerenza

Il problema non riguarda soltanto l’usabilità, ma anche l’architettura dell’informazione. Vari studi dimostrano infatti che non è tanto il numero delle scelte a influenzare la prestazione degli utenti, quanto la difficoltà a comprendere la differenza fra le varie opzioni e a capire cosa si troverà dopo ciascuna (il cosiddetto profumo dell’informazione). Anche Krug, nella sua seconda “legge” sostiene che ciò che conta non è tanto il numero di clic (di opzioni, nel nostro caso) quanto la loro qualità, cioè lo sforzo cognitivo che ciascun clic richiede (o lo sforzo cognitivo per comprendere la “distanza-differenza” fra una opzione e l’altra). Ecco perché, in ogni caso, è bene che la demarcazione fra le varie scelte di un menu sia netta: il che, in termini bibliotecari, equivale a dire che sarebbe buona norma impiegare un unico criterio di divisione alla volta.

Legge di Hick

Tutto ciò ha anche un fondamento scientifico: la legge di Hick. Anche se l’applicazione di questa legge alla struttura dei menu va operata con cautela, non c’è dubbio che in molti casi essa può spiegare perché l’aumento di opzioni, specie quando la loro differenza semantica sia sfumata, provochi un aumento del tempo di reazione dell’utente e quindi un aumento dello stress cognitivo.

Paradosso della scelta

Sul tema, Joel Spolsky cita anche il bel libro di Barry Schwartz, The Paradox of Choice: Why More Is Less. I mercati attuali, proprio grazie alle nuove tecnologie, si stanno evolvendo sempre più verso il cosiddetto modello della “coda lunga”: una differenziazione esasperata dell’offerta, la tendenza a soddisfare contemporaneamente più mercati di nicchia, cercando di vendere meno prodotti per settore ma in tante nicchie differenti, piuttosto che molti prodotti in un unico settore. Ma questo aumento esponenziale dell’offerta porta con sé anche un aumento di stress dovuto all’eccesso di offerta. Questo è il paradosso della scelta.

Soluzioni? Ad esempio usare le stesse tecnologie emergenti – come wireless, RFID (Radio Frequency IDentification) etc. – per contestualizzare l’offerta, presentando ad ogni utente solo le scelte che corrispondono al suo interesse.

11 dic 2006

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