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Le serie tv come esperienza

Non abbiamo più a che fare con ‘prodotti’ dai chiari confini, ma con mondi abitabili che attraversano più media e canali, presentano numerosi punti d’accesso, modalità di percorrenza e di ri-aggregazione libere.

Nòva (l’inserto tecnologico del Sole 24 ore) del 21 gennaio ha dedicato un approfondimento alle serie tv, lette dal punto di vista dell’architettura dell’informazione e dello user experience design.

Le serie tv sono entità abnormi capaci di ramificarsi nel tempo e nello spazio in modo impredicibile: al fattore della durata (Doctor Who ad es. si è protratto per 26 stagioni dal 1963 al 1989, con ripresa nel 2005) si unisce quello della cross-medialità e dell’evoluzione non lineare. Non abbiamo più a che fare con “prodotti” dai chiari confini, ma con sistemi complessi, che attraversano più media e canali, presentano numerosi punti d’accesso e modalità di percorrenza aperte. Ecco perché i concetti di ecosistema e di user experience sono quelli che meglio si adattano a questo scenario.

In questo senso, le serie tv si rivelano un punto di osservazione privilegiato di fenomeni molto più ampi. Se allarghiamo lo sguardo, infatti, ci rendiamo conto che anche il design ha subito negli ultimi decenni un’evoluzione in senso sistemico. Pensiamo ad esempio ai dispositivi digitali mobili o indossabili: da un lato, è vero, abbiamo un prodotto ben definito, l’oggetto fisico che acquistiamo in negozio; dall’altro però questo prodotto si comporta come un “terminale”, un punto d’accesso a un universo in fieri. Lo store online, le app, i luoghi che frequentiamo… tutto questo estende e modifica il prodotto-smart, rendendolo in effetti parte di un ecosistema più ampio che attraversa e fonde fisico e digitale, online e offline.

Lo stesso si può dire per tutte le forme di produzione serializzata.

Nella produzione creativa contemporanea sono sempre più presenti e rilevanti narrazioni estese che travalicano la dimensione del prodotto singolo, per organizzarsi in forma seriale: le serie tv, ma anche fumetti, giochi, letteratura popolare, cinema, ecc.

Gli articoli completi

  1. L’evoluzione delle serie tv di L. Rosati
    Universi in espansione, campi da gioco, beni-esperienza: così sono state definite le serie tv in alcuni studi recenti
  2. Modelli di previsione del finale di G. Pescatore e M. Rocchi
    All’Università di Bologna si studia in che modo scelte narrative, allocazione di risorse, progettazione dell’architettura cross-mediale e altre variabili possono determinare il futuro di una serie, la sua capacità di resistere nel tempo e il suo valore
  3. La gara degli spettatori di V. Innocenti
    I “binge racers” si sfidano a guardare intere serie tv. Sono già 8 milioni nel mondo. Chi progetta il prodotto non può più ignorarli. Così ha iniziato a inseguirli
  4. La televisione infinita di P. Brembilla
    L’offerta sempre più ampia di serie tv non è guidata solo dai dati di ascolto, ma anche e soprattutto da economie e strategie ecosistemiche.

Per approfondire

  1. Pescatore G. (a cura di) (2018). Ecosistemi narrativi. Carocci.
  2. Bisoni C., Innocenti V. (2013). Media Mutations. Gli ecosistemi narrativi nello scenario mediale contemporaneo. Mucchi.
  3. Narrativecosystems.org